La collezione Superti dal ’400 a Segantini
PAVIA «Occorre mettere a disposizione di tutti, quello che è stato piacere di pochi»: è il motto di Ferdinando Superti Furga, appassionato collezionista d'arte e docente di economia con alle spalle una carriera di più di trent'anni all'università di Pavia. Un motto che l'ha fatto passare dalle parole ai fatti: lasciare in testamento ai Musei Civici della città (via XI Settembre 35) la sua ricca personale collezione di quadri. Sabato alle 18 al castello Visconteo ci sarà l'inaugurazione della mostra "Da Giampietrino a Segantini" che conterrà solo un terzo della futura donazione e rimarrà allestita fino al 26 giugno. «È un piccolo assaggio per i cittadini pavesi del patrimonio che ho a casa e nei vari miei studi a Milano – ha spiegato Furga – Una scelta delle 24 opere più significative di un totale di circa 60. Sono il risultato non di una, ma di ben due vite di caccia al capolavoro: la mia e quella di mio padre. A Pavia, infatti, donerò l'intera collezione familiare. Tre motivi mi hanno spinto alla decisione: il fatto che sono molto legato alla città per avervi lavorato decenni, la bellezza del castello ed il senso dell'arte stessa. Un quadro, difatti, deve comunicare qualcosa, ma se rimane chiuso in un armadio non può svolgere il suo compito. Non voglio che dopo la mia scomparsa i miei quadri perdano di significato e a Pavia sono sicuro che non correranno tale rischio». Si concentrano sulla pittura italiana tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XVI, ma coprono un periodo storico che arriva fino al XX secolo. Ci sono il Rinascimento lombardo con "Andata al Calvario" di Ambrogio Bevilacqua, la scuola lombarda di Leonardo da Vinci con "La sacra famiglia" di Mario d'Oggiono o "La Madonna con il bambino" di Francesco Galli detto il Napoletano; "Ecce homo con Madonna" di Giovanni Pietro Rizzoli detto Giampietrino, attivo a Milano tra il 1515 e 1540; poi "Madonna col bambino e san Sebastiano" di Francesco Raibolini detto il Francia, la pittura cremonese del Cinquecento con "Cristo incoronato di spine" di Giulio Campi; e ancora Bernardo Strozzi, Giuseppe Danedi detto il Montalto, del Seicento, Giovanni Carnovali detto il Piccio, dell'Ottocento; a chiudere il percorso (che sarà strutturato cronologicamente) "Decorazione di frutta" del maestro del divisionismo italiano Giovanni Segantini. «Le opere sono molto eterogenee tra loro – ha ammesso Furga – ma credo sia anche questo il fascino che le contraddistingue. I visitatori avranno la possibilità di seguire due percorsi, due linee guida: una razionale del desiderio di conoscere e approfondire un determinato periodo storico, una irrazionale della passione del collezionista che si imbatte in autori troppo eccezionali per non essere acquistati, anche se non appartengono allo stesso stile del resto del patrimonio in suo possesso. I 24 quadri, finita la mostra torneranno a casa mia in modo che possa godermeli finché non me ne andrò e poi, insieme agli altri, saranno di proprietà della città». L'assessore alla cultura di Pavia Giacomo Galazzo ha voluto riconoscere il gesto del professor Furga come grande dimostrazione di impegno e sensibilità civici. «Furga ci ha permesso di incrementare il patrimonio già prestigioso dei nostri musei – ha sottolineato – perché non solo si avrà l'opportunità nei prossimi due mesi di ammirare opere di rilevante importanza storica, ma perché proprio queste opere un giorno saranno sempre fruibili, grazie al dono di una persona che dell'arte sa davvero quale sia il significato: comunione». L'ingresso alla mostra costa di 4 euro, 8 euro compresa la visita dei musei. Orari: dal martedì alla domenica 10-17.50. Info: 0382.399770. Gaia Curci