Gli uffici postali soffocati dalle lettere non recapitate
Unicredit si chiama fuori dalla vicenda sollevata dal mortarese Luciano Cioni (piccolo azionista Unicredit tramite un conto aperto alla Popolare di Milano) che ha lamentato un comportamento poco trasparente nella distribuzione del dividendo: « Vogliamo sottolineare che l'informativa inerente i termini di scadenza di scelta del dividendo, doveva essere inviata dalla banca dove Cioni ha il conto e il deposito titoli, che non è UniCredit . Quanto contestato dal nostro azionista, che pur comprendiamo, non rientra nelle nostre competenze: ci riteniamo totalmente estranei alla protesta».CILAVEGNA I dipendenti del presidio di recapito della corrispondenza di Cilavegna non riescono quasi più ad entrare nei locali dove devono lavorare ogni giorno. Le stanze sono stracolme di corrispondenza in giacenza e non consegnata che si accumula ormai da giorni, dal 18 aprile quando è entrata in vigore la nuova organizzazione del lavoro. Secondo i sindacati tutto ciò succede per un solo motivo: la nuova organizzazione del lavoro di Poste Italiane in provincia di Pavia non funziona. Sotto accusa quindi la consegna a giorni alterni e la distribuzione dei carichi di lavoro: aspetti per cui i sindacati chiedono fin dall'inizio provvedimenti urgenti all'azienda. Questo porta alle giacenze di posta. A Cilavegna c'è il caso limite, con i postini che addirittura devono farsi largo tra pacchi, cassette e buste per accedere al loro posto di lavoro. «I colleghi fisicamente non riescono quasi più a stare dentro gli uffici a Cilavegna – sottolinea Maurizio Dassù (Slp Cisl) -Questo nonostante il personale in eccedenza non sia ancora stato spostato, l'organizzazione del lavoro va assolutamente rivista e questo dev'essere fatto in tempi brevi. I portalettere quotidianamente devono decidere cosa consegnare e cosa lasciare fermo. Gli uffici di Cilavegna stanno scoppiando: devono accumulare le cataste di corrispondenza all'esterno per poter lavorare nei locali interni». Cilavegna, secondo la Cisl, è un caso limite. Ma anche nel resto della provincia le cose non è che vadano meglio. «Speriamo di trovare una soluzione al tavolo con il prefetto» spiega Dassù. Ma concretamente questi problemi delle Poste cosa comportano per i cittadini? «Lettere, stampe e raccomandate accumulate vengono recapitate in ritardo dagli incolpevoli portalettere che anziché uscire alle 9 dagli uffici per consegnare sono costretti a ritardare fino alle 11 per via dei carichi di lavoro – risponde Dassù – Il problema di Cilavegna coinvolge gli altri Comuni serviti da questo punto di smistamento: Castelnovetto, Rosasco, Sant'Angelo, Albonese, Parona, Nicorvo e Gravellona. Bisogna fare in fretta, non può essere affrontato con superficialità questo problema. O si interviene con delle modifiche nell'organizzazione del lavoro oppure il problema resterà anche in futuro». Sandro Barberis