Unioni civili, si divide anche Forza Italia
ROMA A meno di una settimana dall'approdo alla Camera del ddl sulle unioni civili i partiti tornano a dividersi, anche al proprio interno. Se la maggioranza è ancora alle prese con la grana delle mozioni sull'utero in affitto, sul versante delle opposizioni è Forza Italia a registrare le fibrillazioni più evidenti. L'indicazione di voto per gli azzurri infatti è un doppio no (alla fiducia e al testo) ma verrà garantita anche la libertà di coscienza salvaguardando il drappello di deputati che hanno intenzione di dare disco verde al provvedimento. E siccome anche all'interno del Pd le posizioni non sono univoche, a Montecitorio si dà ormai per scontato che il governo blindi il testo con la richiesta di fiducia in modo da azzerare l'eventualità di incappare in voti segreti che potrebbero mettere a rischio il via libera definitivo del provvedimento da parte del parlamento. Più complessa la strada per riuscire a sintetizzare le diverse posizioni dentro i dem in tema di maternità surrogata. Un testo ancora non è infatti stato messo a punto e, quando lo sarà, verrà discusso dall'assemblea del gruppo. Ma nel frattempo Ncd e i centristi sono in pressing per discutere le mozioni sull'utero in affitto prima delle unioni civili. «Vediamo» replica però sibillino il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato. E c'è chi non esclude che una soluzione possa essere quella di mettere all'ordine del giorno solo la discussione generale delle mozioni, inserendola durante una pausa dell'esame del ddl sulle unioni civili. Un testo, quest'ultimo su cui «c'è un accordo di maggioranza e la maggioranza deve mantenere i patti - osserva Maurizio Lupi, capogruppo di Area Popolare alla Camera -. Ma le mozioni sull'utero in affitto, devono essere discusse prima delle unioni civili». Anche se il calendario dei lavori parlamentari dovesse essere rivisto, è certo però che la prossima settimana i deputati saranno impegnati ad esaminare le nuove norme sulle unioni non matrimoniali, su cui tra l'altro oggi è tornata a frenare la Cei. «I diritti individuali - ha voluto sottolineare il cardinal Bagnasco - sono già ampiamente assicurati e mettere sullo stesso piano il matrimonio con altre unioni è indebolire la famiglia». E se è vero che, in Parlamento, anche nello schieramento democratico si registrino posizioni critiche (come quella della deputata Michela Marzano che annuncia di essere pronta a lasciare il partito, imputando al testo una eccessiva debolezza), a mostrare le divisioni maggiori è Forza Italia.