Si barricò con i figli, ora è ai domiciliari
Davanti al giudice, la mattina della convalida del suo arresto lo scorso 24 marzo, aveva chiesto perdono: «Non intendevo far del male a nessuno, tanto meno ai miei figli» aveva messo in chiaro Tudorel Tuca Vasilica, romeno da una decina d'anni in Italia, dove sono nati anche i suoi tre figli. La famiglia aveva occupato abusivamente un ex vivaio al bivio Vela, in viale Cremona. Aveva rinforzato le fragili pareti, messo le piastrelle sul cemento, portato mobili, appeso tende alle finestre dando un aspetto più che dignitoso all'alloggio che tuttavia non è mai stato a norma, con l'impianto elettrico non a norma e delle bombole per riscaldare gli ambienti. La mattina del 22 marzo, per non lasciare quel luogo ma soprattutto per non consegnare i figli agli assistenti sociali, si era barricato all'interno della proprietà (del Comune).di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Tudorel Tuca Vasilica, 43 anni, Matteo per gli amici italiani, è arrivato di buon'ora in Tribunale insieme al suo difensore, l'avvocato Luigi Cirillo. E' passato un mese da quando si è asserragliato insieme ai figli nel capannone al bivio Vela che aveva occupato abusivamente per dare un tetto alla sua famiglia. Si era opposto allo sfratto minacciando di farsi del male, mentre i due bambini - per i quali il Tribunale dei minori aveva disposto l'allontanamento - erano seduti davanti al televisore, ignari di quanto stesse accadendo. Alle forze dell'ordine aveva dato del filo da torcere per tutta la giornata, fino a quando aveva dovuto abbassare la guardia finendo poi in cella. Ora deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. Il suo avvocato ha chiesto di patteggiare la pena incontrando il consenso del pubblico ministero Roberto Valli che quel giorno, sin dal mattino, è stato presente sul posto per mediare un intervento che garantisse l'incolumità dei bambini. Il giudice Chiara Bosacchi ha rinviato il processo al 7 giugno. Al termine dell'udienza Vasilica è stato riaccompagnato a Fossarmato, nella sede della cooperativa Il Convoglio, che ha dato disponibilità per ospitarlo agli arresti domiciliari. Ha così potuto lasciare il carcere di Torre del Gallo dove era detenuto dal giorno del suo arresto, al termine dell'estenuante giornata del 22 marzo cominciata con la comunicazione del Tribunale che disponeva l'allontanamento dei minori da quel luogo considerato pericoloso e insalubre. Nel frattempo il capannone al bivio Vela, un ex vivaio che l'operaio romeno aveva riadattato ad abitazione, è stato dichiarato inaccessibile. Il Comune ha provveduto a trasferire la mamma con i tre figli e la nonna in una struttura protetta della provincia. E' stato organizzato anche il trasferimento della scuola per i piccoli. Qualunque sia la decisione del giudice, il 7 giugno, non potranno comunque tornare nell'ex vivaio di viale Cremona.