Stop al reparto sub-acuti chirurgia rischia la paralisi
VOGHERA Se l'ospedale di Voghera piange, almeno metaforicamente, quello di Varzi non ride. Anzi. Alle rassicurazioni dei vari politici e dello stesso governatore della Lombardia, Roberto Maroni, tutti solleciti nel porre l'accento sull'importanza del Santissima Annunziata come unico presidio sanitario dell'alta collina, e sul conseguente obbligo di mantenerlo e potenziarlo, fa da contraltare la realtà quotidiana dei buchi sempre più pesanti nell'organico, delle disfunzioni nei servizi e nelle attività giornaliere, del disagio per il personale e per gli stessi malati. Tanto che si starebbe ipotizzando la chiusura del reparto sub-acuti, allestito dopo la chiusura di Traumatologia, come segnale della volontà dell'Azienda ospedaliera di non smantellare il polo varzese, mentre Chirurgia rischia la paralisi, con le sale operatorie che già oggi, nel migliore dei casi, funzionano una sola volta la settimana. «La chiusura di sub acuti è un'ipotesi di cui si sta discutendo, proprio a causa della carenza sempre più grave di infermieri e di ausiliari – spiega Sandro Vaccari, Cisl sanità – Il reparto è ormai vicino al punto in cui la gestione diventerà materialmente impossibile». Critica anche la situazione di Chirurgia. «I turni notturni e festivi vedono la presenza di un solo infermiere – sottolinea ancora Vaccari – le sale operatorie funzionano in modo saltuario, senza alcuna programmazione». Numeri al minimo, dunque. «L'assistenza viene tenuta in piedi confidando nella buona volontà degli oss di Opera Servizi, che da contratto dovrebbero svolgere unicamente i servizi alberghieri (cambio biancheria, distribuzione dei pasti), ma in realtà svolgono anche altri compiti fuori dal mansionario». Insomma, crescono i timori per il futuro del Santissima Annunziata, malgrado le rassicurazioni di politici e amministratori locali. «Il quadro d'insieme rimane nebuloso – avverte Vaccari, che nei giorni scorsi ha incontrato a Varzi i lavoratori proprio per fare il punto sulle varie problematiche e disfunzioni – da mesi non ci sono informazioni chiare sulle prospettive di un ospedale che va tutelato e mantenuto, anzichè condannarlo a una lenta asfissia che il personale constata giorno per giorno». (r.lo.)