Coldiretti: «Trimestre più caldo di sempre»

ROMA La firma all'Onu dello storico accordo per fermare il riscaldamento del pianeta avviene «dopo che il primo trimestre 2016 si è classificato come il più caldo di sempre a livello mondiale con la temperatura media registrata sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 1,15 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo». È quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale della Terra (Earth day), sulla base della banca dati del Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva le temperature sul pianeta dal 1880. «Il mondo si è fermato sull'orlo del precipizio con la conferma della tendenza al surriscaldamento testimoniata dal fatto che non si tratta di un dato isolato poiché tra i 10 anni più caldi degli ultimi 137 anni, ben nove sono successivi al 2000», afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. «Il 2015 è in testa alla classifica degli anni più bollenti davanti al 2014 e al, 2010 che - sottolinea la confederazione degli imprenditori agricoli- è seguito dal 2013, dal 2005 e poi a pari merito dal 1998 e dal 2009 e a seguire il 2012 e poi il 2003, il 2006 e il 2007 a pari merito. Il cambiamento climatico è evidente anche in Italia dove il 2015 si è classificato come l'anno più caldo della storia, da quando esistono i rilevamenti climatici secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr». Tante le iniziative in tutto il mondo per la Giornata mondiale della Terra. In Italia, l'evento di punta è il Concerto per la Terra, un festival di quattro giorni ospitato dalla Villa Borghese a Roma che avrà come ospite speciale Rocco Hunt, rapper salernitano. A Bruxelles, invece, alcuni manifestanti del movimento ambientalista Ensemble Zoologique de Liberation de la Nature non hanno apprezzato l'intento di Ban Ki-moon di far firmare l'accordo sul clima nella giornata mondiale della Terra. Hanno scritto «COP21 m'a tuer» (cioè «COP21 m'ha ucciso») sul muro del palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea. Il gesto simbolico ha voluto «denunciare l'irresponsabilità dell'accordo di Parigi e dei negoziati sul Ttip - scrivono gli attivisti - Noi vogliamo prendere il sopravvento sugli autori della distruzione climatica: industriali, lobbisti, ma anche capi di Stato e burocrati, che si sono mostrati incapaci di prendere decisioni all'altezza della posta in gioco e dissimulano la loro mancanza di impegno dietro questa firma dell'accordo di Parigi».