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LA PROTESTA Pavia, tutto incolto sporco e abbandonato nEgr. Sig. Sindaco , sono una casalinga non di Voghera, ma di Pavia e vorrei esprimerle tutta la mia vergogna e la mia rabbia - perché usare il termine " incazzata" non è fine - per la situazione indecente in cui versa la nostra città. Le strade , le piazze, la bellissima (una volta) passeggiata lungo il fiume, il verde pubblico.... Tutto è lasciato incolto, sporco,abbandonato... Orde di ragazzi ubriachi disturbano la quiete notturna in nome di un "lasciateci lavorare" sbandierato dai tanti, troppi, locali che aprono in centro ad ogni piè sospinto e che spacciano alcool a due/ tre euro dalle 18 alle 2 del mattino, sette notti su sette,con accompagnamenti musicali a volumi insopportabili contro cui nulla si possa fare. Ma dov'è la mia città dove ci si è sempre divertiti ma nel rispetto degli altri?È diventata una città invivibile e anche poco sicura! Se le va, faccia un bel giro a piedi in centro e si renda conto della situazione... Se non le importa dei pavesi, si preoccupi almeno della figura di ... che facciamo con i turisti. Paola Rossato Pavia IL PARTIGIANO 25 aprile: perché mi piange il cuore n25 aprile. Perché mi piange il cuore, e non solo, mentre cerco di scrivere queste note per il 71esimo anniversario della Liberazione? Perché vedo come viene maltrattata la Costituzione della Repubblica democratica italiana, fondata sul lavoro. Il metodo democratico è stato sostituito dal "decisionismo". Fortunati loro, i decisionisti, perché sono nati dopo le conseguenze (la dittatura fascista, la guerra con l'invasione dell'Italia da parte delle truppe naziste, le distruzioni), causate da un altro decisionista: Benito Mussolini(il Duce!). Mi ha pure sorpreso, per la verità non troppo, perché già in passato mi è capitato di non essere convinto di alcuni aspetti della politica di Giorgio Napolitano, l'invito che ha fatto agli italiani di astenersi invece di andare a votare il referendum contro i petrolieri, negando così l'unico strumento, appunto il voto per il referendum, che la Costituzione ha riservato al popolo per esercitare la sovranità! E pensare che tra le funzioni del Presidente della Repubblica, art. 87, n°6, della Costituzione, assegna il compito di indire "il referendum popolare". Ma la gente si chiede: oltre a rinunciare a un principio costituzionale (il voto referendario), Napolitano avrà rinunciato, almeno in parte, alle dotazioni che la legge gli attribuisce? Se un lavoratore sbaglia, viene punito. Perché solo i lavoratori? Sono pure sorpreso che il presidente provinciale e regionale dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), appoggi il governo dei decisionisti e faccia il Congresso provinciale senza fare congressi di sezione (sono uno dei partigiani ancora vivente ma non sono stato invitato al Congresso). Nel 71esimo della Liberazione, impegniamoci a dare vita democratica (discussione su problemi concreti e non solo commemorazioni) se vogliamo che i giovani partecipino. Il governo Renzi ha reso più povera la maggioranza della popolazione. Dobbiamo riprendere i diritti costituzionali per la giustizia sociale. Ugo Barbero Partigiano 168 Brigata Garibaldi referendum Caro Renzi, tutti quei sì sono la sua bocciatura nGentile Direttore, Renzi canta vittoria ma sia cauto, perché quasi 14 milioni di italiani con il loro "sì" al referendum hanno detto altrettanti "no" a lui e al suo governo. Si tratta di un prezioso patrimonio di consensi che le opposizioni pensano, a ragione, possa diventare la piattaforma di lancio verso il referendum costituzionale di ottobre. Brunetta ha parlato di "vittoria di Pirro" mentre Civati ha osservato che "per chi crede nella democrazia oltre 15 milioni di elettori sono un grande risultato. Ricordiamo che il 40% del Pd alle europee equivaleva a 11 milioni di elettori". Per Federico Fornaro, senatore bersaniano: «I dati di affluenza confermano che il risultato del referendum di ottobre è tutt'altro che scontato e Renzi commetterebbe un errore madornale a trasformarlo in un referendum sul governo». Stessa linea da Sinistra italiana, Alfredo D'Attorre spiega che «a ottobre questi voti serviranno per salvare la Costituzione e chiudere l'esperienza di questo governo». Speriamo. Siro Zangrandi Pieve Porto Morone l'esempio di de gasperi Cattolici ma sostenitori di uno stato laico nHo imparato a scuola a contestualizzare gli eventi, collocandoli nel presente e - insieme - nel flusso della Storia. La contestualizzazione è l'opposto del radicalismo ideologico e del dogmatismo: è aderenza alla realtà e sua lettura, attraverso gli strumenti del pensiero critico, della ragione e dell'etica. Penso all'esortazione di Papa Francesco nell'omelia di Santa Marta del 23 ottobre 2015 …."I tempi cambiano e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente"… È proprio della saggezza cristiana conoscere questi cambiamenti, conoscere i diversi tempi e conoscere i segni dei tempi. Dobbiamo cambiare saldi nella fede in Gesù Cristo, saldi nella verità del Vangelo, ma il nostro atteggiamento deve muoversi continuamente secondo i segni dei tempi". In questi giorni si è ricordata la figura di Alcide De Gasperi, statista animato dalla scelta della fede ma garante della laicità dello Stato come valore di libertà per tutti. Sia d'esempio per i cattolici del nostro tempo: non "profeti di sventure" ma artefici di speranze. Francesco Provinciali Pavia