E gridano ancora «al lupo, al lupo» ma senza conoscerlo
PAVIA Oggi, gridare «Al lupo! Al lupo!» non sarebbe poi tanto fuori luogo, perché, sì, i predatori sono tornati. Ma non dobbiamo avere paura della loro famigerata ingordigia. Anche se un'eterna battaglia tra odio e amore domina il nostro rapporto con loro, con le dovute precauzioni possiamo essere in grado di conviverci. Allo scopo di sensibilizzare la popolazione alla salvaguardia dell'animale, il museo di Storia Naturale dell'università di Pavia (piazza Botta 9) ha allestito in una delle sue sale la mostra "Medwolf" (aperta fino al 30 aprile), aderendo ad un progetto europeo di conservazione del lupo nelle aree mediterranee, propostogli dal circolo "Il Barcé" di Legambiente. «È un allestimento itinerante standard di nove pannelli che noi abbiamo arricchito con gli elementi peculiari della nostra collezione – spiega Jessica Maffei, addetta alla comunicazione del museo – Immagini e scritte esplicano i problemi legati alla crescita della popolazione del canide in Italia e alla conseguente necessaria relazione con l'essere umano. Tuttavia, il vero protagonista della mostra è un giovane lupo maschio tassidermizzato, ucciso nel 2006 da un allevatore che l'aveva scambiato per un cane lupoide assassino di pecore, nella frazione di Nibbiano in provincia di Piacenza, a poche centinaia di metri dal confine con il territorio di Pavia». Si trova nel centro della sala dell'esposizione, circondato da esemplari della sua dieta abitudinaria: un cinghiale, un daino, una capra e un capriolo. È la prova tangibile che anche nella nostra provincia la presenza di questi predatori sta aumentando. Gli avvistamenti, infatti, sono sempre più frequenti e lo stesso vale per le minacce al bestiame della zona. Un recente studio del dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente dell'università segnala che i lupi dell'appennino pavese si nutrono per il 68% di ungulati selvatici (cinghiali, caprioli, daini), ma per ben il 20.2% di bestiame domestico (bovini, caprini e ovini), per poi passare ad altre piccole percentuali tra vegetali, mammiferi di media mole e micromammiferi. Perché questo loro progressivo avanzare nel territorio dell'uomo? «In provincia di Pavia, prima di tutto, bisogna fare un importante distinguo – risponde Paolo Guaschi, tra i curatori del museo – Nella zona della pianura l'ultimo lupo ucciso risale al 1815 nei boschi del Ticino; mentre nell'appenino la sua presenza è accertata sino agli anni Settanta. C'è stato un silenzio quasi ventennale, finché all'inizio dei Novanta sono ricomparsi. Oggi si stimano tra Voghera e il monte Lesima circa cinque branchi da cinque esemplari ciascuno. La loro ripopolazione è dovuta all'abbandono dell'agricoltura nelle aree montane e all'aumento delle loro prede preferite, gli ungulati selvatici; senza contare le pratiche di conservazione che finalmente stanno dando i loro frutti». Proprio in questo senso la mostra "Medwolf" intende dare a chi vive in prima persona la problematica dei lupi mangiatori di bestiame dei consigli sui provvedimenti da prendere, senza usare la violenza: recinzioni fisse o elettrificate, uso di cani da guardia oppure ricovero notturno degli animali. «Il principale nemico della specie è l'uomo – continua Guaschi – soprattutto i bracconieri che la cacciano per trofei o solo per il gusto di vincere la sfida di ucciderne un esemplare. Tuttavia, anche il randagismo dei cani è una minaccia. Infatti, questi si accoppiano con i lupi e vanno ad inquinare il loro prezioso patrimonio genetico. Per far comprendere fino in fondo al pubblico le differenze tra i due canidi, nella mostra, dunque, abbiamo esposto il teschio di un lupo insieme a quello di un cane bracco e di un bulldog». Sensibilizzare e far conoscere è lo scopo di "Medwolf", perché, conclude Maffei, salvare il lupo non è solo un capriccio romantico o sentimentale, ma un intento che porterà benefici anche all'uomo: questi predatori mantengono un equilibrio in natura (soprattutto nell'evitare il sovraffollamento degli ungulati) ed equilibrio significa migliore qualità ambientale, che significa migliore stile di vita per noi. Gaia Curci