Sciopero metalmeccanici, adesioni al 70%

PAVIA Dopo otto anni anche in provincia di Pavia si è riformata l'unità sindacale dei meccanici. A questo risultato ha contribuito lo sciopero nazionale di quattro ore tenuto ieri per il rinnovo del contratto nazionale. A finire nel mirino di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil è stata Federmeccanica, associazione di categoria degli imprenditori, accusata di volere cancellare il contratto nazionale e negare aumenti salariali alla quasi totalità dei lavoratori. In provincia di Pavia l'adesione allo sciopero di ieri si è attestata sul 70%, mentre al presidio, tenuto alle 15 davanti a Confindustria, ha partecipato una 90ina di persone. «Un'iniziativa non risolutiva, ma comunque importante – sottolinea Carlo Bossi, segretario generale Fiom Pavia –. Lo sciopero nelle fabbriche della provincia è andato abbastanza bene, attestandosi sul 70% sui primi due turni, e anche il presidio ha dato buoni risultati. Siamo soddisfatti, e l'abbiamo comunicato ai lavoratori, ciò vuol dire che c'è interesse». «Nel corso dell'incontro Confindustria ha ribadito che la propria proposta, non accolta dai sindacati, proposta che rappresenta il nuovo corso di Federmeccanica, è ben accolta dalle aziende pavesi – ha concluso Bossi –. Per noi si tratta di relazioni industriali dal sapore antico, ottocentesche. Noi abbbiamo ribadito c he, se ci sarà la "ripresina", alla fine bisognerà lavorare. E che senza un contratto la ripresa non sarà faciliata. Anzi, si registreranno scossoni. Se poi la cosa andrà per le lunghe l'azienda che ha bisogno di lavorare sicuramente farà un pre-accordo con la Fiom. Oggi non si sposta nulla, ma tra maggio e giugno potrebbe cambiare il vento». (d.z.)