Mendel-Darwin la strana coppia della biologia moderna
PAVIA Darwin e Mendel: i due pilastri della biologia moderna che hanno cambiato la storia di una parte del sapere umano. Di loro parlerà oggi alle 21, presso la biblioteca del collegio Golgi di Pavia (via Aselli 39), il professore Federico Focher dell'Istituto di genetica molecolare Cnr, durante la conferenza "Gregor Mendel: dagli ibridi alla genetica", ultimo appuntamento del ciclo "Alle radici della biologia". «Mendel è il tassello mancante delle idee di Darwin – chiarisce il relatore – Infatti lo scienziato inglese aveva concepito la teoria dell'evoluzionismo, capendo che la natura veniva selezionata, ma non come questa selezione avveniva. La genetica di Mendel, invece, risolveva il problema, spiegando il funzionamento del complesso meccanismo». Vissero più o meno negli stessi anni dell'Ottocento, eppure non si incontrarono mai. L'uno inglese, l'altro ceco di lingua tedesca, sperimentavano e s'immergevano per mesi e mesi in studi convergenti senza mai prendersi in considerazione. O meglio, in realtà Mendel era a conoscenza dell'esistenza di Darwin e aveva letto "L'origine delle specie", anche se non si pronunciò sull'argomento; fu Darwin che non seppe mai delle scoperte del suo collega. «A quel tempo i risultati sull'ereditarietà attraverso le ibridazioni con la pianta di pisello ottenuti da quello che per noi oggi è il precursore della genetica moderna non vennero molto divulgati – giustifica Focher – Nella sua vita Mendel pubblicò soltanto due articoli e venne riscoperto solo nel 1900, quando la scienza era progredita al punto di poter comprendere la portata delle sue leggi». Sono tre le "leggi di Mendel": quella della dominanza, della segregazione e dell'assortimento indipendente; nate non per carpire i segreti dell'ereditarietà ma per creare ibridi stabili, cioè nuove specie attraverso gli incroci. Quali sono oggi gli orizzonti di questa genetica? «Credo sia la branca della scienza con le prospettive più entusiasmanti – risponde – Siamo in grado di manipolare i geni di piante, animali e malattie, studiamo la clonazione. Insomma, Mendel ci ha suggerito potenzialità infinite che neppure lui avrebbe mai immaginato». (g. cur.)