«Lanzanova paghi tutti i debiti»

SANTA MARIA DELLA VERSA «Dobbiamo obbligare Lanzanova a pagare tutti e subito i debiti deliberati dal Tribunale». A parlare sono una trentina di soci della Cantina "La Versa", preoccupati per come l'imprenditore bresciano stia mettendo in pratica il suo piano di risanamento della società. Il gruppo, coordinato dall'ingegner Massimo Maini, chiede all'amministratore delegato della Cantina di mantenere fede agli impegni assunti oppure, se non dovesse farlo, di farsi da parte fin da subito. «Sin dagli inizi della vicenda io ed il mio gruppo abbiamo creduto che il progetto industriale di Lanzanova fosse una soluzione possibile alla crisi di "La Versa" – spiega Maini –. Eravamo convinti che apportando nuova finanza in azienda, con una immissione di almeno 4 milioni di liquidità e portando in dote un gruppo industriale con un network commerciale in grado di risollevare il fatturato, si sarebbero risolti i problemi. Per questo non abbiamo esitato ad appoggiarlo nelle assemblee sociali per supportare questo progetto industriale. In particolare abbiamo raggiunto un accordo con Lanzanova che prevede fra gli altri punti anche la cessione del nostro credito relativo alla vendemmia 2010». Ora, pero, i soci credono sia giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, visto che l'omologa del piano industriale, da parte del Tribunale di Pavia, prevede una chiara obbligazione relativa al pagamento del 100% dei crediti non aderenti al piano: in pratica Lanzanova avrebbe dovuto pagare, come da sentenza, 5,1 milioni euro entro il 12 aprile scorso. «Se devo essere sincero i segnali non sono per nulla rassicuranti – aggiunge Maini –. Innanzitutto non mi risulta siano state versate nelle casse sociali i 4 milioni di liquidità promessi, inoltre, sebbene la sentenza del Tribunale sia scaduta, ovvero siano passati i 120 giorni dall'omologa, i creditori non aderenti al piano, i 5 milioni di euro, non sono stati ancora saldati». Ma non è finita qui: «Dopo aver preso con noi l'impegno di pagarci alcune centinaia dì migliaia di euro non abbiamo ancora visto questa liquidità – sottolineano i soci –. Inoltre pare non risulti, a fronte delle azioni possedute dall'azienda di Lanzanova, alcun versamento nelle casse di "La Versa". Se fosse realmente così ci chiediamo chi stia realmente controllando il rispetto del piano». Troppe incongruenze che, secondo il gruppo di azionisti, fanno sorgere reali dubbi sulla fattibilità e consistenza dell'operazione; gli stessi dubbi avanzati, di recente, dal sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari. Oliviero Maggi