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CASTEGGIO I combattimenti clandestini tra cani sono ancora molto diffusi. In tutta Italia, però, sono molti i volontari che assieme alle istituzioni combattono contro questa pratica. Dice il dottor Maurizio Antoniazzi, veterinario a Casteggio: «Già da qualche anno si sentiva parlare della possibile presenza in zona di un campo di gara clandestino- spiega - i controlli spettano all'Asl, che dovrebbe effettuarli senza preavviso». Le razze destinate ai combattimenti sono sempre le stesse: «Chi fa combattere i cani punta sulle razze dalla mascella forte - precisa il dottore - un alano è un cane possente, ma un pitbull o un dogo argentino hanno per costituzione una forza mascellare tre o anche quattro volte superiore». Non bisogna, però, confondere la prestanza fisica con l'aggressività: «Non esistono razze pericolose o cani pericolosi - dice - esiste un potenziale di pericolosità, che chi ha brutte intenzioni sa benissimo come far emergere, maltrattando i cani che vengono privati del cibo e segregati». Ma questi animali non sono irrecuperabili a prescindere: «Esistono strutture specializzate nel recupero - spiega Antoniazzi - si tratta di un percorso di addestramento lungo e impegnativo, ma molto spesso l'esito è positivo». E ancora: «Anni fa, dei miei clienti trovarono da queste parti una cagnolina tutta pelle e ossa, piena di ferite, solo dopo averla curata abbiamo capito che era stata destinata ai combattimenti perché le erano state mozzate le orecchie - aggiunge - una volta ristabilita è rimasta con questi miei clienti senza creare problemi».