Berlusconi e Briatore nei Panama Papers La lista sull’Espresso
di Jacopo Salvadori wROMA Ci sono altri 100 italiani legati ai Panama Papers, i documenti riservati dello studio Mossack Fonseca. Tra questi, Silvio Berlusconi, Flavio Briatore, Adriano Galliani, Emanuela Barilla e Stefano Pessina. Nella nuova lista pubblicata oggi su L'Espresso, il settimanale diretto da Luigi Vicinanza, «emerge il nome della Sport Image international delle Isole Vergini britanniche, una società della galassia di Silvio Berlusconi - spiega il settimanale - che una ventina di anni fa finì al centro di un'indagine giudiziaria per i pagamenti in nero ad alcuni calciatori del Milan, da Ruud Gullit a Marco Van Basten. Come amministratori sono indicati Adriano Galliani e due ex manager della Fininvest: Giancarlo Foscale e Livio Gironi». Anche se i loro nomi non compaiono direttamente, Silvio Berlusconi e Flavio Briatore hanno usato la società "Struie", una cassaforte creata da Mossack Fonseca, ha raccontato L'Espresso: «A metterla a loro disposizione fu l'avvocato britannico David Mills, creatore del sistema offshore da 775 milioni di euro per conto del capo della Fininvest». Con un comunicato, ieri Briatore ha spiegato che «la documentazione della "Struie" è stata fornita spontaneamente alla procura di Milano fin dal 2005» per l'indagine Mills. Nella seconda lista di italiani de L'Espresso ci sono anche Emanuela Barilla, azionista del gruppo del Mulino Bianco, e Stefano Pessina, manager dell'industria farmaceutica, Paolo Bordini, "re" del marmo di Carrara e lo chef Henri Prosperi di Viareggio. Ieri i Panama Papers hanno scatenato anche altre reazioni internazionali. Il presidente russo Vladimir Putin ha confermato che le informazioni sui conti offshore dell'amico violoncellista Sergei Roldugin «sono corrette» e dunque «non ci si può rivolgere al tribunale. Ha speso più di quanto avesse» per acquistare strumenti musicali per la Russia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA