Cantina, presidente ancora in sella
BRONI Una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione per parlare della situazione giudiziaria che sta interessando la Cantina sociale Terre d'Oltrepo di Broni, riunione tenuta ieri mattina in cui è intervenuto il legale della Cantina stessa, Gian Luca Calvi. Un incontro a cui avrebbe partecipato un numero ridotto di consiglieri: soprattutto informativo, sottolineano alcuni, alla luce di quanto accaduto in questi giorni. Il riferimento va ai carichi di uva fantasma, esistenti solo sulla carta; ai terreni che, secondo i registri, avrebbero reso più della reale capacità di produzione; ai vini di qualità scadente fatti passare per prodotti di pregio, in alcuni casi tagliati con uve di scarsa qualità o con mostri concentrati fuorilegge. E la conclusione dell'inchiesta della procura di Pavia sul vino in Oltrepo, con 297 avvisi di garanzia, è un atto d'accusa nei confronti di chi ha gestito per anni Terre d'Oltrepo, ma anche verso decine di produttori del territorio e soci conferitori, che sarebbero stati complici del sistema. Probabilmente ieri mattina il Cda ha preso in esame, insieme al legale, la futura linea difensiva da tenere sulla questione. E pare che, nonostante la tempesta giudiziaria e nonostante il clima difficile che permane sulla Cantina, il presidente Pier Luigi Casella non sia intenzionato a dimettersi. «Dimissioni? Deciderà il consiglio di amministrazione lunedì», aveva detto Casella nei giorni scorsi. Il presidente di Terre d'Oltrepo, indagato nell'inchiesta sul vino con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode commerciale, si era limitato a queste poche parole di commento. Ma sulla possibilità di lasciare l'incarico aveva precisato: «Non credo di dovermi dimettere. E comunque la sede per discuterne è un'altra». Nessuna dichiarazione, invece, aveva rilasciato sulle accuse che la procura rivolge a lui e ad altri sette componenti dell'attuale Cda (su 18). «Terre d'Oltrepo - si legge nel sito Internet dell'impresa - è la più grande realtà cooperativa della terza area vitivinicola in Italia, ed è leader della vitivinicoltura lombarda: dà lavoro a 50 dipendentti e genera un considerevole indotto». La cooperativa Terre d'Oltrepo è nata dalla fusione tra la Cantina Sociale di Broni e la Cantina di Casteggio. Oggi la cooperativa ha 800 soci e pigia oltre 400 mila quintali d'uva ogni vendemmia, con un fatturato annuale che supera i 40 milioni di euro. (d.z.)