OltreVoghe ancora a secco pari senza gol con l’Acqui

dal nostro inviato Roberto Lodigiani wACQUI TERME In questi tempi grami, il massimo che l'OltrepoVoghera può sperare di ottenere è uno 0-0, sia l'avversario l'attrezzato Chieri o le pericolanti Caravaggio e Acqui Terme. Ma se il pareggio striminzito arriva dopo un secondo tempo stradominato, nel quale hai buttato via cinque-sei occasioni nitide per segnare, e a soli dieci giorni dal decisivo retour-match di Coppa Italia in cui dovrai buttarla dentro per forza per volare in finale, allora aumentano non solo le recriminazioni, ma anche le preoccupazioni in vista della sfida del 20 aprile che può ancora cambiare le sorti della stagione che volge all'epilogo e pure di quella prossima. Non è questa la sede per rinnovare i rimpianti legati alla partenza di Matteo Colombi, il finalizzatore che manca come il pane a questa squadra, nè all'errato calcolo di un veloce recupero di Marijanovic, sempre lontanissimo da una condizione accettabile, malgrado qualche timido segnale di resipiscenza, ma il digiuno di gol e di vittorie rischia seriamente di compromettere quanto resta ancora da salvare. I tre punti mancano da due mesi (2-0 al Derthona nel derby disputato il 10 febbraio), da lì in poi i vogheresi stradellini hanno raggranellato 4 punticini con altrettanti pareggi, spedendo alle ortiche le residue speranze di rincorsa alla zona play off proprio nel momento in cui si trattava di concretizzare quanto di buono costruito dopo il mercato invernale di riparazione. All'Ottolenghi di Acqui, campo stregato e rognoso (dove ti guardano storto anche se chiedi la distinta delle formazioni), Dossena deve fare i conti con assenze di peso: Poesio, squalificato, si accomoda in tribuna con famigliola al seguito, accanto al presidente Gaffeo e a Luigino Maggi; Coccu sta in panchina per onor di firma. Le scelte: modulo 4-3-2-1, con Dragoni e Tomat laterali bassi, preferiti a Iraci e Bernazzani; Tonon, Buglio e Alvitrez a centrocampo; Dolcetti e Lanzalaco a supporto dell'unica punta di ruolo Marijanovic. Il primo tempo fila via senza grosse emozioni. Al 6' Lanzalaco si fa luce in area, una conclusione è respinta forse con un braccio da un difensore, poi Scaffia si rifugia in angolo. L'Acqui, terzultimo e al momento retrocesso per la distanza dalla Pro Settimo superiore al margine minimo di 8 punti necessario per la disputa dei play out, non costruisce uno straccio d'azione, ma l'OltreVoghe non ne approfitta anche per le difficoltà nel fraseggio e i troppi balbettii di Marijanovic, incapace di tenere palla. Altro piglio nella ripresa. Già al 3' Dolcetti imbeccato dallo sloveno si presenta solo davanti a Scaffia, salvo con l'aiuto del palo. Sempre l'estremo ospite si oppone con bravura a Di Placido, che al 12' svetta di testa sugli sviluppi di un corner. Ripartenza rossonera al 19', Lanzalaco fila indisturbato verso la porta dei bianchi, ma si allarga troppo e da posizione defilata anzichè servire al centro il liberissimo Marijanovic conclude addosso a Scaffia. Lo stesso centravanti potrebbe sbloccare il risultato al 28', ma alza incredibilmente da pochi passi. Alla mezz'ora primo cambio, Bernazzani per uno stanco Alvitrez, si torna al caro 4-2-3-1; passano 2' e Tonon, già ammonito, prende il secondo giallo per un'entrata (non cattiva) al limite. L'Acqui con l'uomo in più sembra riprendere vigore, ma è solo una fiammata. Al 38' Bernazzani impegna severamente il solito Scaffia, che si ripete al 45' sempre sul terzino-mediano rossonero. Ultimo brivido all'esaurirsi del recupero: Doria (subentrato a Lanzalaco) a tu per tu con Scaffia scivola e ciabatta debolmente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA