Partecipate, i sindacati lanciano l’allarme

VIGEVANO La rappresentanza sindacale di Asm Vigevano e Lomellina chiede un incontro al sindaco Andrea Sala. Dopo il consiglio comunale del 30 marzo, quando il sindaco ha ritirato il punto relativo al piano di razionalizzazione delle partecipate rimandando lo studio, nonché la discussione della materia, a un commissione apposita, la Rsu della municipalizzata e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto non solo un incontro, ma di poter sedere a tutti i tavoli (e quindi anche la commissione consigliare che verrà istituita) in cui si discuterà del futuro dell'azienda. «In gioco – dice Rosario Ioppolo (Cgil) - c'è sia l'interesse della collettività sia il posto di lavoro di numerose persone». La Finanziaria ha infatti stabilito l'obbligo di dismissione delle società partecipate aventi ad «oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali» e, per Vigevano, queste società sono Asm Energia, il Tof (trasporto onoranze funebri), Asga e il consorzio Ast. Poi c'è Asm Isa, che dovrà essere aggregata alla holding Asm Vigevano. «Noi non abbiamo avuto più nessuna notizia – aggiunge Fabio Zumelli, anch'egli rappresentante Cgil – la situazione è alquanto molto nebulosa. Dopo il consiglio comunale, avrebbero dovuto riunirsi i capigruppo dei vari partiti, ma non ci hanno comunicato nulla». Tra i più preoccupati ci sono i 7 dipendenti del Tof: «Sono più di due anni che viviamo con l'ansia – dichiarano alcuni dipendenti - qualche mese in più non ci turberà più di tanto, ma può essere fondamentale per capire come potremo sopravvivere, economicamente parlando. Sentiamo parlare di "diritto di prelazione", ma vorremmo avere chiarimenti e rassicurazioni precise a riguardo». Secondo l'ultima perizia, che risale a marzo 2015, il bando per la vendita del servizio onoranze funebri di Asm potrebbe avere un importo a base d'asta di un milione e 520nmila euro, compreso il "costo" del personale. (s.bo.)