La svolta spacca la Chiesa Francesco non si ferma

di Mariaelena Finessi wROMA A poche ore dall'uscita ufficiale, "Amoris laetitia" è già un best seller, con una prima tiratura di 4 milioni di copie distribuite da 60 case editrici. C'era da aspettarselo: grande è stata l'attesa per la nuova esortazione apostolica, voluta da papa Francesco per provare a sanare le ferite di tante famiglie. Un documento che segna un passo storico per la Chiesa. «Leggo "Amoris laetitia" con gioia ed emozione perché sento che il discorso sulle situazioni difficili che si trovano a vivere alcune coppie sta cambiando». Scelto dal Vaticano per commentare il contenuto dell'esortazione, il cardinale di Vienna Cristoph Schonborn proviene da una famiglia segnata dal divorzio, «una famiglia patchwork», come dice. Se Schonborn appoggia la linea di Francesco, c'è chi invece nei sacri palazzi mette paletti ad ogni interpretazione allargata. Intervistato da Repubblica, il cardinale ultraconservatore Raymond Leo Burke spiega: «Amoris laetitia non ha lo scopo di cambiare la pastorale della Chiesa per quanto riguarda quelli che vivono in una unione irregolare, ma di applicare fedelmente la pastorale costante della Chiesa, quale espressione fedele della pastorale di Cristo stesso, nel contesto della cultura odierna». Detto così, sembrerebbe che nulla sia cambiato. Idem per il discorso sulla sessualità, «un dono meraviglioso» per papa Francesco. «È chiaro - continua il canonista statunitense che associa l'eros all'atto generativo - che il sesso è un dono di Dio come Dio stesso rivela nel Libro della Genesi. Il male negli atti sessuali viene dal cuore dell'uomo che non rispetta la sua propria natura». Eppure a tantissimi è sembrato che Francesco abbia detto se non qualcosa di diverso, almeno qualcosa di più. In un passo del corposo testo, sorta di vademecum per migliorare la vita familiare e di coppia, Bergoglio scrive infatti che il matrimonio «è un'amicizia che comprende le note proprie della passione» e che «non è stato istituito - qui cita san Roberto Bellarmino - soltanto per la procreazione», ma affinché l'amore reciproco «abbia le sue giuste manifestazioni, si sviluppi e arrivi a maturità». Quanto alla comunione ai divorziati e risposati, la soluzione che il Papa ha accolto - attirando le critiche dei cattolici conservatori - punta a un percorso penitenziale che renda possibile l'integrazione nella Chiesa perché «nessuno può essere condannato per sempre». Intanto, quando arriva l'annuncio del viaggio che il Papa farà in Armenia dal 24 al 26 giugno e in Georgia e Azerbaijan dal 30 settembre al 2 ottobre, Francesco è in piazza San Pietro per l'udienza giubilare. Ad attenderlo, un gruppo di donne e transessuali vittime della tratta e della prostituzione, sostenute dall'associazione Rabbunì, dall'aramaico "Maestro", come si rivolse a Gesù la Maddalena. E così, mentre nella Chiesa ci si divide su cosa voglia dire "Amoris laetitia", il papa argentino va avanti per la sua strada che è quella di non negare a nessuno la carezza di Gesù il Rabbunì. ©RIPRODUZIONE RISERVATA