San Matteo, mancano gli aghi per i bimbi
di Donatella Zorzetto wPAVIA Tra i parenti dei ricoverati c'è chi si porta i farmaci più costosi da casa perchè in reparto arriveranno, ma ci vuole tempo; tra il personale c'è chi chiede in prestito ai colleghi dei reparti vicini sonde, cateteri, o presidi di altro tipo, in attesa che arrivi il nuovo rifornimento; c'è anche chi è costretto a razionalizzare i set (biancheria usa e getta) per il proprio ambulatorio perchè semplicemente non ne ha abbastanza. E infine c'è chi, con la pena nel cuore, deve trovare strategie diverse perchè mancano gli aghi piccoli, quelli che si usano per i bimbi. La spending review avviata al San Matteo, ospedale costretto a fare i conti con un bilancio troppo pesante (il 2014 ha denunciato un deficit di 50 milioni di euro che la Regione ha deciso e comunicato di coprire con un fondo ad hoc) e con un piano d'azione in fase di esame da parte del Pirellone, lascia segni tangibili anche nella vita dei tanti reparti che lo compongono. Gli infermieri fanno i conti della spesa. E sono conti difficili da far quadrare. È trasversale nelle varie divisioni, nella ordinazione dei farmaci, la difficoltà ad ottenere i farmaci giusti nei quantitativi e nei tempi previsti. «Cerchiamo di risparmiare un po' su tutto, perchè il momento non è dei più facili – spiega un'infermiera del Dea –. Ad esempio, ordiniamo mille provette per i prelievi e ne arrivano 500. Quindi siamo costretti a rivolgerci ai collegi di altri reparti per avere ciò che ci serve in prestito». «Ai computer ordiniamo il dovuto, ma spesso o arriva in quantità ridotta, o addirittura non arriva – le fa eco un collega intento a correre da una camera all'altra –. Persino i guanti scarseggiano: ci dicono di stare attenti ad usarli. Ma come si fa se sono monouso?». E poi c'è il discorso della biancheria. «Bisogna fare i salti mortali per averla, parlo del set per gli ambulatori – prosegue l'operatore –. Ma la cosa più grave riguarda il day hospital di Oncoematologia pediatrica, e comunque tutti i reparti pediatrici: si ordinano gli aghi piccoli, quelli che vengono utilizzati per i bambini, ma non arrivano. Quindi bisogna ricorrere ad altre soluzioni. E il personale si chiede cosa sia successo perchè non è mai stato così. Si chiede: possibile che prima si lavorasse nello spreco?». La reazione dei sindacati non si fa attendere. «Risparmiare va bene, ma non deve andare a discapito della qualità dell'assistenza che si fornisce ai malati – sottolinea Marco Grignani, responsabile Uil San Matteo –. Queste difficoltà esistono davvero, e ci preoccupa il modo in cui i lavoratori dipendenti sono costretti a lavorare. Il nostro bene primario sono gli utenti, perciò auspichiamo che non vengano mai meno l'attenzione e la cura nei confronti di chi lavora e viene curato». Ad intervenire è anche Patrizia Sturini, segretario Funzione pubblica Cgil. «Delle richieste di materiale per lo svolgimento di attività inerente ai vari reparti, richieste inoltrate alla farmacia interna al San Matteo, alcune rimangono inevase – spiega Sturini –. La segnalazione viene dai lavoratori stessi del San Matteo. Chiediamo dunque che vengano immediatamente ripristinati i presidi perchè, oltre a creare criticità a livello lavorativo, mettono in forse le richieste dall'utenza. Alla direzione chiediamo anche di verificare se queste carenze o mancanze siano dovute a chi distribuisce il materiale, oppure ai tagli alle spese».