LA FAMIGLIA VERSIONE BERGOGLIO
di ANDREA SARUBBI Ci sono vescovi, e ci sono stati anche dei Papi, abituati a rivolgersi a una società ideale: autori di omelie, discorsi, lettere, encicliche così alti da passare sopra molte teste senza mai incrociare uno sguardo. Il gesuita Bergoglio, in questi tre anni, ha adottato invece l'approccio contrario: un volo costante ad altezza d'uomo, per cercare di intercettare il maggior numero possibile di destinatari. Così è stato anche stavolta, per l'esortazione postsinodale che raccoglie gli spunti di uno dei dibattiti più divisivi all'interno della Chiesa: quello sul ruolo della famiglia e sui suoi stessi confini. Senza mai derogare ai principi di fondo, Francesco parte dalla fotografia della società contemporanea. Che anche tra i cattolici praticanti - basterebbe un questionario anonimo a fine Messa per confermarlo - incide moltissimo sulle tipologie di vita familiare. Metà dei bambini che vanno a catechismo per la prima comunione non hanno in casa una situazione da Mulino Bianco, metà delle coppie che si sposano (anche di più, in certi Paesi) finiscono per divorziare. Persino gli aspiranti padrini o madrine dei battesimi - ossia persone che si impegnano personalmente ad assicurare un'educazione cattolica ai loro figliocci - sono spesso reduci da fallimenti matrimoniali. La Chiesa ci ha ragionato parecchio, trovando spiegazioni sociologiche («In un momento della precarietà lavorativa e sociale, nessuno è più in grado di prendere decisioni definitive per la propria esistenza») e pastorali («Vengono da noi a sposarsi senza essere preparati, senza sapere quello che fanno»); ha anche cercato delle soluzioni che tenessero insieme la dottrina e lo stato dell'arte, facilitando i processi per il riconoscimento della nullità. Ma restava sempre quel nodo dei divorziati risposati che, alla fine, era diventato la soglia di tutte le soglie: per alcuni la linea di confine tra verità e relativismo, per altri tra condanna e misericordia. Bergoglio lo ha risolto alla sua maniera, cioè da gesuita: trovatosi di fronte a un muro, non lo ha buttato giù ma ci ha scavato un tunnel, perché è nella profondità la soluzione di ogni dilemma. Senza mancare di rispetto all'importanza della dottrina in una religione, verrebbe da dire che questa apertura ai divorziati risposati aiuta la Chiesa a mettere da parte un tema sovradimensionato (anche dai media) per concentrarsi sui problemi veri: se c'è una cosa che preoccupa davvero Francesco, infatti, è proprio la crisi della famiglia come istituzione, ed è su questo che si sta concentrando dall'inizio del pontificato, cercando di raggiungere anche chi non va più in parrocchia dal giorno della cresima e ci rimetterà piede, forse, per qualche funerale. Sa di parlare a una società a misura di single, in cui avere figli significa pagare un prezzo caro dal punto di vista economico e spesso lavorativo; a donne e uomini più fragili delle generazioni che li hanno preceduti e, per questo, più propensi ad arrendersi; a un contesto culturale in cui il sesso vive di vita autonoma e non ha più bisogno del matrimonio per essere praticato. Se fra i trentenni di ieri l'eccezione era quello non sposato, oggi è invece chi si sposa ad andare controcorrente: almeno nei Paesi occidentali, ossia nei luoghi il cristianesimo fa più fatica. È proprio alla società più secolarizzata, allora, che Bergoglio si rivolge in molti passaggi del documento. Accostando il libro del Siracide («Regala e accetta regali e divertiti») al film "Il pranzo di Babette" per descrivere la gioia del cibo fatto in casa, parlando apertamente della dimensione erotica dell'amore, spiegando che San Valentino è una festa bellissima ma compresa più dai commercianti che dai vescovi, invitando i fidanzati a feste di nozze più sobrie e soprattutto ripetendo quelle tre parole d'ordine che, secondo lui, sono il segreto per una famiglia felice: permesso, grazie e scusa. «È la normalità la vera rivoluzione», direbbe Gabriele Muccino nell'Ultimo bacio, e se Francesco lo avesse visto probabilmente citerebbe anche lui. ©RIPRODUZIONE RISERVATA