«Prima o poi queste case finiranno nello Staffora»
Oltre al tratto di via Zanardi, anche la frazione Oriolo presenta problemi di erosione. Alcuni agricoltori della zona avevano segnalato il problema chiedendo che venisse fatto un argine di protezione perché l'acqua era penetrata fino ai capannoni o. Anche la zona del Ranch è un punto delicato: il torrente ha eroso la sponda fino alle recinzioni del locale. La strada sterrata, che era usata come sentiero di cammino dagli anziani, è franata e in pratica non esiste più. Altri punti in cui il torrente sta erodendo la sponda sono strada Braide e strada GrippinaVOGHERA «Preghiamo che non piova forte, se no finiamo con le case in Staffora: continuiamo a segnalarlo, ma nessuno sta provvedendo». In via Zanardi ci sono quattro famiglie vogheresi che hanno paura perché corrono il rischio di vedere franare le loro proprietà. In particolare la situazione esterna di una di queste abitazioni è particolarmente compromessa anche a occhio nudo. A rischio c'è la sicurezza di chi ci abita: non è più un problema di argini che cedono. «Lo vede quel buco? – indica Daniela Alini camminando nel proprio cortile verso lo Staffora – si è creato per l'erosione che attua il torrente nel nostro cortile».In pratica un muro lungo centinaia di metri divide i giardini di alcune case residenziali e diverse attività produttive con lo Staffora. E' una barriera per il torrente che però quando piove il torrente erode provocando lo smottamento del terreno. II cortile dove abita la signora Alini è in discesa: la pavimentazione ha raggiunto un dislivello di circa trenta centimetri. Proprio al confine con il muro c'è un buco profondo più di un metro, la terra è completamente franata. Il dissesto è stato segnalato a marzo dell'anno scorso, da allora sono stati fatti molti sopralluoghi, ma finora nessun intervento. «Il mio geometra di fiducia ha scritto cinque volte alla Regione per segnalare la gravità della questione – racconta – ufficiosamente ci hanno detto che sono stati stanziati 100mila euro, ma finora nulla di ufficiale è stato fatto. Il corso del torrente è un po' cambiato, ma abbiamo il timore che possa tornare a erodere il muro». A metà cortile le zanche del piccolo arco con le piante che la famiglia ha messo per abbellire l'area sono sollevate dal terreno. «Quando entro in macchina la prima cosa che faccio è guardare se il pino che c'è vicino al muro non sia scomparso nel torrente». Tra la recinzione perimetrale e l'area di proprietà della famiglia ci sono alcuni metri di proprietà demaniale che sono la parte con maggiori problemi di sicurezza. «Il buco c'è da mesi, già prima che si formasse avevo avvisato che la terra stava franando. Abbiamo anche un problema di bisce e topi che si intrufolano e vanno in cantina», conclude la signora. A inizio gennaio Aipo con Protezione Civile e Guardia Forestale aveva fatto diversi sopralluoghi per sapere quali erano i punti più a rischio di Voghera. Marco Quaglini