«Differenziata, i numeri sono positivi»

di Fabrizio Merli w PAVIA Il primo bilancio di Duccio Bianchi, presidente di Asm Pavia, sull'esordio della differenziata porta a porta nella zona 1 è positivo. Nonostante il fatto che alcuni pavesi abbiano preferito abbandonare i sacchetti dell'immondizia dove prima si trovavano i cassonetti rimossi; e nonostante le critiche di Antonio Bobbio Pallavicini, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, che ha parlato di scarsa informazione ai cittadini e di sciatteria nell'organizzazione. «Fatemi partire con un numero, il primo numero certo che abbiamo. – dice il presidente Bianchi – La raccolta del rifiuto secco indifferenziato mercoledì, il primo giorno senza cassonetti, è stata di 6,3 tonnellate. Significa - proiettato sull'anno e considerando i circa 8.000 abitanti serviti - una produzione di indifferenziato di 40 chilogrammi all'anno per abitante. Sapete quanto è stato in media nel 2015? 380 chilogrammi l'anno per abitante. Anche se per ipotesi (e mi sembra una assoluta esagerazione) addirittura i due terzi dei cittadini avessero conferito "altrove", ad esempio nei cassonetti più distanti, saremmo ancora ad un risultato straordinario, ad una produzione di 120 chilogrammi per abitante di indifferenziato, equivalente più o meno ad una riduzione del 70% del rifiuto indifferenziato. Se fosse così anche con 120 chilogrammi per abitante (anziché i 40 registrati) sarebbe un risultato al di là delle attese - soprattutto se crescono decisamente anche le raccolte differenziate per il riciclo, che oggi non possiamo valutare bene per la compresenza delle campane, corrispondente ad una riduzione del rifiuto indifferenziato del 70%, se non addirittura del 90%». Insomma, la riduzione in prospettiva del rifiuto indifferenziato, vale a dire di quella parte che non può essere smaltita come carta, plastica o umido, dimostrerebbe che la differenziata sta funzionando, almeno con riferimento ai primi giorni. Restano i problemi dell'esordio. «E' vero – ammette Bianchi – che il primo giorno - ma era il primo giorno senza cassonetti dopo 40 anni di abitudine - un bel po' di persone (ma stiamo comunque parlando di decine di utenze, non di migliaia) ha abbandonato i suoi rifiuti dove non avrebbe dovuto. Per chiunque abbia un po' di esperienza, quello che è avvenuto a Pavia era il minimo da attendersi e se non ci fosse stato anche uno sciagurato "sciopero selvaggio" della raccolta carta l'impatto sarebbe stato enormemente inferiore. Già nei giorni successivi il fenomeno si è ampiamente ridotto se non addirittura è scomparso del tutto. I pavesi si sono comportati come era legittimo attendersi da cittadini che dopo 40 anni si ritrovano senza cassonetti. Con qualche sgradevole mancanza, da partedi alcuni cittadini e magari anche di Asm nonostante lo sforzo, ma fisiologica in una fase d'avvio. E forse si ripeterà quando toglieremo le campane: avremo per qualche giorno quelli che ci abbandoneranno la carta o la plastica. Anche se lo sanno o almeno lo vedono che la campana non c'è più». Riguardo alle critiche formulate dal consigliere Antonio Bobbio Pallavicini e relative a una insufficiente informazione dei cittadini prima dell'avvìo, Dianchi replica: «Faremo più informazione, anche se ne abbiamo fatta tanta, faremo controlli, ma vi assicuro che non violeremo la privacy dei cittadini né trasformeremo gli operatori di Asm in controllori integralisti della raccolta differenziata. Perché non serve. Perché se prosegue questa adesione alla raccolta differenziata possiamo andare oltre le migliori attese. Insomma, io ci metterei la firma su una raccolta differenziata che va male così».