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ROMA Durissimo affondo di Gianni Cuperlo e della minoranza in direzione contro Matteo Renzi, accusato «di coltivare l'arroganza dei capi» e in buona sostanza di mancanza di leadership. Non era mai successo, almeno non così. Nessuno dei dirigenti del Pd, D'Alema escluso, aveva mai osato tanto. Ma il terremoto che si è abbattuto sul governo per l'inchiesta di Potenza che ha portato alla dimissioni di Federica Guidi e la rivendicazione da parte di Renzi dell'emendamento su Tempa Rossa ha riacceso il dibattito nel partito e sull'imminente referendum anti trivelle. E ora a essere contestata è proprio la leadership del segretario premier. La conta dei numeri dice che almeno in direzione non c'è storia: la relazione di Renzi passa con 93 voti a favore e 13 no. Erano stati 24 a firmare un ordine del giorno per chiedere al Pd di invitare gli elettori ad andare a votare al referendum sulle trivellazioni il prossimo 17 aprile. Ma hanno votato no due ex segretari Pd, Epifani e Bersani e Michele Emiliano, che, dopo l'affondo contro Renzi spiega: «Le motivazioni di Renzi sono quelle dei petrolieri». «Penso che non stai facendo il segretario, sento il peso di stare in un partito che non ha molto delle ragioni che me l'ha fatto scegliere, puoi rispondere con un ciao ma penso che tu non ti stai mostrando all'altezza del ruolo che ricopri, non mostri la statura di un leader anche se coltivi l'arroganza dei capi: questo può fare il danno al Pd», attacca Gianni Cuperlo. «Renzi rivendica l'emendamento? Io avrei voluto discuterne. Le cose che abbiamo appreso sono sinceramente inquietanti», rincara Roberto Speranza. «Avevamo un partito senza primarie ora rischiamo di restare con le primarie ma senza partito, la segreteria Renzi è stata del tutto insufficiente», rincara Speranza. Durissimo è anche il presidente della Puglia, Emiliano, uno dei promotori del referendum che invita Renzi ad ascoltare «chi ha i capelli bianchi e passa il tempo a studiare». Rintuzzato dal sottosegretario De Vincenti che lo bacchetta: sei tu che devi studiare di più. «Per la minoranza Renzi è un usurpatore e un intruso», dice il ministro degli Esteri, Gentiloni. Poi replica Renzi. «Apprezzo la sincertà di Cuperlo - dice - essere di sinistra è creare posti di lavoro. Ho l'ambizione, Cuperlo direbbe l'arroganza, di creare una sinistra diversa da quella di Cuperlo».