Badia secondo comune più ricco d’Italia

di Giovanni Scarpa wBADIA «Chi, noi? Ma va'...». Diffidenti, sorridenti, poi di nuovo diffidenti. I 363 abitanti di Badia, secondo Comune con il reddito pro capite più alto d'Italia, dopo il "berlusconiano" Basiglio, proprio non ci credono di essere al posto d'onore della classifica con 36 mila euro a testa dichiarati nel 2014. La graduatoria, elaborata dalla start up di studi economici Twig sulla base dei dati sugli imponibili fiscali pubblicati la settimana scorsa dal Dipartimento delle Finanze, svela l'impensabile. Un piccolo centro agricolo perso nei campi della pianura padana che umilia Portofino, fermo a a soli 26545 euro di reddito pro capite. «Sarà una bufala di sicuro – dice sgranando gli occhi dietro il bancone del suo bar Massimiliano Rovida –. Hanno sbagliato paese. Non è che si riferiscono a Badia in Alto Adige? Là si che hanno i soldi». No, è proprio Badia Pavese. «Mah, allora vuol proprio dire che c'è qualcosa che non funziona». I pochi avventori dell'unico bar si guardano stupiti. Dopo avere metabolizzato la strana notizia che catapulto questo minuscolo borgo sotto i riflettori, sembra quasi di sentire i meccanismi del cervallo lavorare alacremente alla ricerca di una risposta ragionevole di fronte a quello che a priva vista ragionevole non è. «Qui di Paperoni non c'è ne sono – racconta una signora affacciandosi guardinga dal cancello di casa –. Una volta, forse, c'erano due o tre grandi proprietari terrieri che potevano anche essere ricchi. Ma oggi non più. E poi avrebbero avuto un impatto sul reddito complessivo già da prima. Perchè salta fuori solo ora?». Torna in casa scuotendo la testa. No, la soluzione del rebus non sta in questa spiegazione. «Forse qualcuno che ha vinto un gratta e vinci di recente» abbozza un pensionato che passeggia lungo la via deserta. Ma all'unico bar di Badia escludono una super vincita recente. «Io sono nata qui, ci vivo da 75 anni e se potessi me ne andrei anche domani – scandisce sicura Annamaria Gennari –. Ma vi sembra un paese di super ricchi questo?». Sorpreso, e tanto, lo è anche il sindaco, Damiano Cattacin. «C'è qualche impresa, per lo più artigianale – riflette –. Ci sono agricoltori. L'unica azienda di un certo peso è la Big Drum (produce cialde e coni per il gelato, ndr) sul nostro territorio, ma è una multinazionale. Ci sono imprenditori che magari hanno la seconda casa, ma non presentano la dichiarazione dei redditi qui». Insomma, neppure al sindaco quadra questa storia. Ricapitola: c'è un dentista, un emporio di generi alimentari, un meccanico, un negozio che vende motociclette. Ci sono anche tante cartelli con la scritta «In vendita» appesa sulle porte delle strade che si affacciano sulla provinciale. Dove il traffico intenso lo provocano per lo più i numerosi trattori che passano lenti sulla strada prima di deviare nei campi. «Reddito pro capite più alto d'Italia?» chiede un agricoltore che si ferma un attimo solo a bordo del pesante mezzo senza neppure spegnere il motore. «No, secondo...». «Ah, beh. Ma non cambia mica tanto, no?». No non cambia. «Non saprei perchè dicono una cosa del genere. Qua è tutta gente normale, che fa lavori normali che io sappia. Io ricco non sono di certo» ribadisce alzando la mano callosa e scoppiando in una sonora risata prima di riprendere il suo cammino. 363 abitanti, oltre 36 mila reddito pro capite. «Sono poi calcoli che lasciano il tempo che trovano – torna a dire Annamaria Gennari – perchè in fondo con così pochi abitanti basta anche solo un super ricco per alzare lamedia». Un solo ricco. Un super ricco. Solo lui potrebbe alzare in maniera così evidente il reddito di quello che – almeno in apparenza – sembra un classico paese agricolo. Alla fine, per i pochi abitanti in giro per il paese, diventa quasi un gioco di società: chi può aver alzato così tanto il reddito del borgo contadino? «A dire il vero fino allo scorso anno abitava nell'unica villona del paese un tizio, venuto da fuori, che si dice fosse un ingegnere della Ferrari – ricordano all'improvviso Rovida –. «Ora però è andato via. Da poco però, circa un anno. E non era arrivato molto tempo fa. Di sicuro, da quello che raccontano della sua villa, sarebbe una dimora quasi principesca che solo che ha tanti soldi si può permettere. Forse è lui che ha alzato il livello». «Non so se lavorava per la Ferrari, se era un ingnere o un dirigente, ma di sicuro la Ferrari l'aveva – conferma il sindaco Cattacin, anche lui sollevato dall'aver trovato forse la soluzione al rebus –. Ha abitato qui un paio d'anni, se non ricordo male, ma non ha mai frequentato il paese. Ora se ne è andato e ha messo in vendita la villa. Vedremo il prossimo anno: se torniamo nella norma, vuol dire che l'impennata dei redditi in paese era legata alla sua presenza». Altrimenti ricomincerà la caccia al Paperone che per un giorno portò Badia a superare Portofino per reddito pro capite.