Oxon, gli ecologisti chiedono più controlli

MEZZANA BIGLI Gli ambientalisti, alla notizia di un nuovo impianto chimico alla Oxon di Mezzana Bigli che produrrà un erbicida a base di clomazone (14 milioni di euro di investimento ed almeno una decina di unità lavorative in più rispetto alle attuali 120), avanzano subito una richiesta di chiara valenza ecologica. Così Gaspare Amari, presidente del circolo Legambiente L'Airone: «Un'iniziativa certamente utile per l'occupazione, ma ad Oxon chiediamo una riconversione totale dei suoi prodotti perché siano sempre più a minor impatto ambientale. Perché non far diventare i loro brevetti merce di esportazione più ancora che di produzione diretta?». Circa l'inquinamento, Amari aggiunge: «Oxon mi pare sia oggi dotata di margini di sicurezza interna ed esterna adeguati. Con il potenziamento previsto aumentano i rischi ipotetici. Allora chiediamo alle istituzioni controlli più puntuali e frequenti non solo su quanto avviene in fabbrica ma anche all'esterno, specie nel Po dove confluiscono, dopo la depurazione, le acque reflue di produzione. Più controlli per garantire sicurezza a tutti, a chi lavora in fabbrica e a chi abita vicino». Dal punto di vista sindacale, il parere di Gianni Ardemagni della Femca-Cisl Pavia: «Oxon si distingue, dopo l'attività del biodiesel, nella capacità innovativa in uno scenario fortemente competitivo. Favorire riconversioni produttive, come nel caso del clomazone, non solo sottolinea il dinamismo di questa impresa, ma anche la possibilità di rafforzare il lavoro in zona. L'agrichimica ha ampi spazi di sviluppo e la Oxon sta investendo molto in ricerca, progettualità e tutela ambientale». Infine il sindaco di Mezzana Bigli, Angelo Chiesa: «La collettività ha con Oxon ottimi rapporti di convivenza. Questa crescita non potrà che giovare all'occupazione locale. Sicurezza interna ed esterna sono temi da non sottovalutare, ma Oxon da anni è azienda chimica leader anche su questi fronti». (p.c.)