«Colli tradisce gli obiettivi del Cipal»

MORTARA «Lo statuto del Cipal cita la difesa delle bellezze naturali del paesaggio e degli ambienti storici: parole in contrasto con la posizione del presidente Colli». I comitati antifanghi contestano Giuseppe Colli, presidente del Consorzio intercomunale per un piano di sviluppo dell'alta Lomellina e sindaco di Cilavegna. «Il Cipal non è un ente morale: ha ricevuto un'offerta e ha venduto alla Ecotrass un terreno di 20mila metri quadrati per circa 800mila euro», aveva commentato Colli, che guida l'organismo nato nel 1967 oggi composto da 16 Comuni. Il comitato No ai fanghi in Lomellina, con sede a Mortara, va al contrattacco citando l'articolo 2 della convenzione costitutiva del Cipal. «I soci – spiega – sono solo enti pubblici e quindi non devono fare affari, ma lavorare per lo sviluppo dell'alta Lomellina. I Comuni hanno delegato il Cipal a operare "per la difesa delle bellezze naturali del paesaggio". Un bene comune non si baratta con promesse di indefinite compensazioni». Il riferimento è alla mano tesa ai comitati dal presidente Colli: «Prenderemo in considerazione la posizione dei comitati nel caso si dovesse arrivare alla definizione delle compensazioni ambientali fra il Cipal e la ditta». Il comitato di Mortara ribadisce l'inopportunità di utilizzare i fanghi da spargere nei campi. «Il Cipal – aggiunge – è al corrente che nella nostra provincia si spande il 20% della produzione nazionale di fanghi? Persino Ispra ha affermato che l'uso dei fanghi va limitato». Negativi anche i giudizi di Futuro sostenibile in Lomellina. «Che il Cipal faccia solo affari non è una novità – dice il presidente Alda La Rosa – e ciò è dimostrato dalla vicenda Ecotrass, tanto che, pur di incassare, non rispetta i princìpi su cui si fonda il suo statuto. A questo punto, il Cipal dichiari apertamente che non gli interessa affatto difendere le bellezze naturali del paesaggio lomellino e così cominciamo a parlare di coerenza e tutti sappiamo che i Comuni soci non hanno come obiettivo quello di salvaguardare il paesaggio lomellino». Umberto De Agostino