Sant’Alessio, chiesa copta nei palazzi abbandonati

«In Comune è stato presentata richiesta per autorizzare i lavori della recinzione e ci è stato comunicato che il progetto di ristrutturazione complessivo prevede la sistemazione interna degli ambienti, mentre non dovrebbe subire modifiche la parte esterna», fa sapere il sindaco Alberto Rusmini (nella foto), mostrando l'ampia zona recintata che ospiterà il centro religioso della chiesa copto ortodossa. Con il termine "copti" si indicano gli egiziani di religione cristiana, che per la maggior parte si riconoscono nel patriarcato copto-ortodosso di Alessandria. Questa chiesa, separatasi dagli altri patriarcati ortodossi per il rifiuto del Concilio di Calcedonia, ha dovuto subire nei secoli un progressivo processo di arabizzazione e dominazione islamica, che ne ha fatto una minoranza cristiana perseguitata. La Chiesa copta è erede del millenario monachesimo egiziano. Nel nord Italia i fedeli copti sono circa 15mila.SANT'ALESSIO Un centro religioso della chiesa cristiana copto ortodossa nascerà dalle ceneri di una ex lottizzazione. Sarà luogo di preghiera, spazio di ritiro spirituale per giovani desiderosi di apprendere bibbia e vangelo, centro convegni e offrirà aiuto a persone indigenti attraverso ambulatori medici. Aperto a tutti, secondo lo spirito della chiesa cristiana. Un grande progetto «che prenderà forma concreta secondo la volontà di Dio, in quanto ci affidiamo alla Provvidenza e lo realizzeremo in base alle offerte a disposizione», spiega padre Shenouda che parla di «abbraccio ecumenico» e descrive questo centro come «luogo di incontro di tutte le fedi cristiane». E così il patriarcato copto-ortodosso della diocesi di Milano, guidato dal metropolita Anba Kirolos e che conta 23 sacerdoti, ha deciso di acquistare ad un'asta due condomini mai terminati, in tutto 54 appartamenti nelle campagne che si estendono tra Sant'Alessio e Pavia, abbandonati da anni, dopo il fallimento dell'impresa costruttrice che non è riuscita a salvarsi dagli effetti della crisi economica. Scheletri di cemento diventati meta di vandali e senzatetto. Adesso, dopo la richiesta in Comune, è già stata realizzata la recinzione che delimita via delle Rondini e degli Aironi. E, appena le finanze della diocesi lo permetteranno, si inizierà con la realizzazione delle cappelle, «probabilmente due», fa sapere padre Shenouda che porta l'esempio del monastero di Lacchiarella, a cascina Mettone, completamente ristrutturato e che ora accoglie 9 monaci. «Era un ex cascinale che abbiamo restaurato e fatto diventare un importante centro di culto». Per questo è stato scelto Sant'Alessio. Non solo perché l'acquisto si era rivelato un buon affare, ma anche perché è vicino a Lacchiarella «e facilmente raggiungibile nel caso organizzassimo incontri o convegni». Il progetto del patriarcato è ambizioso, in quanto si prevede di realizzare un'operazione simile a questa del pavese anche nel lodigiano per «un'accoglienza aperta tutti, secondo gli insegnamenti della fede apostolica di san Marco evangelista». Sono 15mila i fedeli copto ortodossi tra Lombardia, Veneto e Friuli, fa sapere padre Shenouda che è anche responsabile per l'ecumenismo. Ed è pensando a loro e anche a chi si trova fuori dall'Italia che è stata avviata l'idea progettuale che prevede la realizzazione di appartamenti con piccole stanze, una sorta di celle come quelle dei monasteri, dove accogliere gli ospiti. E poi tre sale riunione dove si svolgeranno incontri ecumenici con le chiese ortodosse e cattoliche di Milano e Pavia, un centro servizi e ambulatori per persone disagiate «e non solo della nostra fede». «Pensiamo al dentista o ad altri medici disposti a fare visite specialistiche – precisa padre Shenouda -. Qui si potrà anche fare ritiro spirituale e i giovani potranno imparare la bibbia e il vangelo». Già deciso il nome del centro. Si chiamerà "Papa Cirillo VI". Stefania Prato