Matrimonio, bastano tre mesi per aver diritto agli alimenti

La moglie ha diritto al mantenimento anche se il matrimonio dura poco? La Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso presentato da una donna che chiedeva il riconoscimento dell'assegno divorzile a carico dell'ex coniuge, ha stabilito che l'assegno di mantenimento va corrisposto anche se il matrimonio è stato di breve durata, in ragione del fatto che la sua durata incide solamente sulla misura dell'assegno e non sul riconoscimento dello stesso, poiché la finalità è quella di tutelare la parte economicamente più debole. Nel caso in esame il Tribunale di primo grado aveva rigettato la richiesta della moglie per via della "brevissima durata del matrimonio" che era terminato dopo soltanto tre mesi. Anche la Corte d'Appello a veva rigettato la richiesta della donna e confermato la decisione del Tribunale, affermando che il rapporto coniugale era stato particolarmente breve "per effetto dell'immediata constatazione dell'impossibilità di una unione duratura tale da giustificare aspettative e affidamento del coniuge che ha subito la separazione nelle sostanze dell'altro". La Suprema Corte di Cassazione, in accoglimento delle motivazioni avanzate dalla donna nel ricorso, ha invece constatato la mancata applicazione dei principi giurisprudenziali in materia di assegno divorzile, ribadendo anche di recente che "l'accertamento del diritto all' assegno divorzile si articola in due fasi, nella prima delle quali il giudice verifica l'esistenza del diritto in astratto, in relazione all'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso dei rapporto, mentre nella seconda procede alla determinazione in concreto dell'ammontare dell'assegno, che va compiuta tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione e dei contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio». Annamaria Ghigna avvocato