GIOVANI SENZA IDEE NÉ IDENTITÀ
di RENZO GUOLO La cattura di Salah Abdeslam in Belgio, l'ultimo membro ancora in vita del commando autore degli attacchi del 13 novembre a Parigi, rivela molte cose. Innanzitutto le defaillance delle forze di polizia e dei servizi d'informazione belgi e francesi, che sono riusciti a arrestare Salah, che mai si era spostato dall'ambiente in cui è vissuto, solo dopo quattro mesi. Segno che la rete informativa non ha funzionato a dovere. Il fuggitivo più ricercato d'Europa si è mosso sin dal suo fortunoso ritorno a Bruxelles - era più volte incappato in controlli di polizia - in pochi chilometri quadrati. In quartieri che, si suppone, devono aver visto in questo periodo una concentrazione senza precedenti di agenti di polizia e dei servizi. Allo stesso tempo, il ritorno a casa del responsabile logistico del gruppo che non ha avuto il coraggio di diventare "martire" tirando la cordicella della cintura esplosiva, mostra alcune modalità organizzative dello jihadismo europeo. Non è casuale che quello che viene descritto come il più "sveglio" dei fratelli Abdeslam, l'altro, Brahim si è fatto esplodere in Boulevard Voltaire dopo aver attaccato i locali della zona, si sia rifugiato vicino a casa, in contatto con gli amici di sempre. Impossibilitato a tornare in Siria, perché braccato dalle polizie di tutto il continente e, forse, proprio per essersi rifiutato di immolarsi da "martire" come prevedeva il piano dell'Is, ha cercato aiuto tra gli amici del quartiere. Così come era composta da amici di lunga data, oltre che dai due fratelli, la cellula che ha agito al Bataclan e allo stadio di Saint-Denis. Un cambiamento rilevante nella storia dei gruppi clandestini. Rompere i rapporti con amici storici e parenti era, nelle forme novecentesche di terrorismo, una regola ferrea poiché era prevedibile che il cerchio si sarebbe stretto innanzitutto attorno ai legami affettivi del clandestino. Il radicalismo islamista post-novecentesco muta anche quella certezza. Non solo perché attecchisce in un ambiente che lo stigma etnico o religioso tende a compattare verso l'esterno, come rivela anche l'insofferenza della popolazione di Molenbeek verso la polizia durante le operazioni nel quartiere. Ma anche perché la crescente sorveglianza ha indotto la miniaturizzazione delle cellule jihadiste. Per le quali evitare i gruppi larghi, più facilmente infiltrabili e sorvegliabili dagli apparati di sicurezza, è ormai una necessità. Un tipo di clandestinizzazione che funziona al meglio quanto più piccola è la cellula, costituita generalmente da soggetti legati da comunanza di esperienze e consolidate relazioni parentali o amicali. Fattori che rendono meno probabile, o meglio percepibile, l'eventuale l'infilitrazione o la ricattabilità di uno o più membri del gruppo da parte di organismi di sicurezza. Anche se, come si è visto nel caso della travagliata cattura di Salah, una volta individuato un terminale del gruppo diventa poi meno problematico, proprio perché la rete è stretta, arrivare al ricercato. La miniaturizzazione non evita nemmeno la soffiata quando la pressione sull'ambiente aumenta. In ogni caso, la compartimentazione amicale o parentale è meno penetrabile, in fase di preparazione ed esecuzione, dell'azione terroristica. La biografia di Salah, così come quella degli attentatori del 13 novembre, è uguale a molti degli attentatori jihadisti entrati in azione in Europa negli ultimi anni, in Francia o in Belgio. Giovani di famiglie musulmane ma deislamizzati, non praticanti e mai particolarmente ferrati in materia religiosa, cresciuti in banlieue o in quartieri etnicizzati come Molenbeek, con stili di vita occidentalizzati. Giovani che spesso compiono piccoli reati, finiscono in carcere e nel passaggio dal commissariato al carcere via tribunale si radicalizzano. In quel momento trovano un'identità accostandosi all'ultima grande ideologia totalizzante disponibile, quella islamista radicale. Lo jihadismo attrae molti giovani proprio per questo suo carattere di ideologia antagonista. Per questo il contrasto al radicalismo islamico non può avere solo l'indispensabile dimensione della sicurezza ma è legato anche alla capacità di sconfiggere culturalmente il contenuto del suo discorso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA