Quattro attentati in soli tre mesi: e in un anno oltre 200 vittime

Una lunga scia di sangue che in Turchia sembra non fermarsi più. Solo dall'inizio del 2016 sono 4 gli attentati (2 a Istanbul e 2 nella capitale Ankara) con decine di vittime. Il 13 marzo scorso ci furono 37 morti e decine di feriti nell'esplosione di un'autobomba nel centro di Ankara. Attacco con 2 kamikaze, rivendicato dagli estremisti curdi del Tak e attribuito dal governo al Pkk. Il 17 febbraio un'altra autobomba ad Ankara vicino a un complesso militare fa 29 morti. Rivendica il Tak; per le autorità Pkk e curdi siriani del Pyd hanno agito in collaborazione. Il 12 gennaio, a Sultanahmet, nel cuore di Istanbul, un kamikaze uccide 12 turisti tedeschi: 16 i feriti. L'attacco viene attribuito all'Is. Il 10 ottobre 2015 l'attento più sanguinoso: 103 uccisi e centinaia di feriti per due kamikaze che si fanno saltare alla stazione centrale di Ankara durante una manifestazione filo-curda. Sotto accusa l'Is. Il 20 luglio dello stesso anno, attentato a Suruc, vicino alla frontiera siriana: 34 morti e un centinaio di feriti tra giovani attivisti della causa curda, diretti alla vicina Kobane (attribuito all'Is). L'11 maggio 2013 duplice attacco a Reyhanli, nella Turchia meridionale vicino al confine siriano: 52 i morti. L'11 febbraio 2013 un attentato al posto di frontiera di Civelgozu (sud-est) causa 17 morti. Il 27 luglio 2008 due ordigni fanno 17 morti e 115 feriti a Istanbul. Le autorità accusano i militanti curdi del Pkk.