Sciopero, 1.600 studenti restano a casa

Chiede di tutelare i diritti dei lavoratori e chiede di tutelare pensionati e disoccupati. La Cub, Confederazione unitaria di base, vuole l'introduzione di un reddito garantito, fissando la cifra a mille euro per chi è senza lavoro o ha una pensione bassa, oltre a luce, gas, cure e trasporto locale gratuiti. Rivendica poi una sanità che garantisca cure senza l'obbligo di pagare il ticket e di portare l'età pensionabile a 65 anni, e a 60 anni per chi svolge lavori usuranti. «Ci battiamo anche per chiedere un ritorno della democrazia nei luoghi di lavoro e rivendichiamo il diritto allo sciopero – dice Rocco Lamanna, segretario provinciale (foto) –. Stiamo assistendo ad una politica economica e sociale che sta impoverendo i lavoratori, i giovani, i pensionati e che sta smantellando lo stato sociale e distruggendo i diritti. E noi ci stiamo battendo perché la situazione non degeneri ».PAVIA Disagi per i pendolari costretti a viaggiare in treno, e disagi nelle scuole. Chiuse 8 delle 12 scuole che fanno parte del quarto circolo, quello di via Acerbi che conta oltre mille studenti. Dalla "Pascoli" alla "Negri", dalla "Boezio" alla "Cabral": bambini e ragazzi sono dovuti tornare a casa. Sono invece rimaste aperte le elementari di Mirabello e di San Genesio, la materna "Aquilone" di via Simonetta, a Pavia, e la scuola media Dalla Chiesa, sempre a San Genesio. «Una situazione determinata dall'adesione anche di FederAta – spiega il dirigente scolastico Marco Barbisotti –. L'istituto era in allerta, ma solo ieri mattina abbiamo saputo se fosse possibile assicurare la presenza del personale necessario per garantire la sicurezza degli alunni». Situazione più tranquilla invece negli altri comprensivi della città. Se l'adesione dei lavoratori di Trenord e Ferrovie dello Stato, sostiene Claudio Signore della Cub trasporti,« ha superato il 65%», «il personale delle scuole ha aderito in modo massiccio», precisa Rocco Lamanna, segretario provinciale della Cub, la sigla sindacale che ieri ha indetto lo sciopero nazionale. «L'adesione di Trenord e FS ha superato le più rosse aspettative – precisa Signore –. Lo sciopero del servizio ferroviario è iniziato alle 21 di giovedì per terminare alle 21 di ieri sera. A Milano tutto era bloccato». «A Pavia – dice Lamanna – sono andati al lavoro solo le bidelle di Manutecoop, precettate. Si tratta del 50% dei lavoratori che hanno garantito i servizi minimi. È stata buona anche l'adesione del personale di pulizia a San Matteo, istituto Santa Margherita e Rsa Pertusati». In provincia di Pavia sono 1.300 gli iscritti alla Cub, Confederazione unitaria di base, e oltre la metà ha partecipato alla mobilitazione indetta per rivendicare alcuni "diritti vitali", come spiega il segretario provinciale. Pullman e auto sono partiti dalla stazione di Pavia alle 8 per raggiungere Largo Cairoli, a Milano, dove è partita la protesta, indetta per chiedere lavoro stabile e tutelato, reddito garantito, diritto universale alla salute e alle cure e maggiore democrazia nei luoghi di lavoro. E anche per battersi contro la guerra in Siria e in Libia e contro la guerra interna. La Cub chiede pure di ridurre di 4 ore settimanali l'orario di lavoro, il rinnovo dei contratti e un aumento del salario mensile di 500 euro. Stefania Prato