«Basta furti e aggressioni Siamo pronti a reagire»
di Giovanni Scarpa wTORRE D'ISOLA Pronti a tutto pur di difendersi da ladri e rapinatori. Anche ad armarsi. Massua, frazione di Torre d'Isola. Terra di furti, in questi anni, quasi continui. Abitazioni e negozi, senza distinzione. Ma la data che è rimasta scolpita nella memoria dei residenti è quella di fine febbraio, quando banditi senza scrupoli , rapinarono coltello alla gola due anziani, dopo aver malmenato la badante. Di mattina. «Da quel giorno il livello della paura è aumentato a dismisura – racconta Walter Preda, titolare del negozio di alimentari della frazione –. In questi anni ho subito furti e una mezza rapina. Ora sono stufo. E penso che farò il porto d'armi. Non possiamo vivere con la paura continua di essere aggrediti. Qui c'è di tutto. Tossicodipendenti, balordi, ladri. Alla sera c'è da aver paura quando esci». Preda riflette un attimo. La rapina efferata subita da Sandro Raschini e della moglie, entrambi pensionati, ha lasciato il segno in tutti da queste parti. «La cosa più incredibile è che le poche telecamere che ci sono non funzionano neppure – sostiene –. Un invito a nozze per chi vuole venire qui e fare del male alle persone, o rubare. O entrambe le cose». Stefano Oldani, tabacchio edicolante della piccola frazione, non ha intenzione di prendere il porto d'armi. Ma è pronto a reagire nel caso in cui qualcuno violi la sua proprietà. «Del resto ho già subito un furto. E un altro ci hanno tentato – racconta –. La pistola? No, a me non serve. Ma se ne prendo uno gliela faccio passare la voglia di rubare...». Oldani, dopo anni di professione, ha l'occhio allenato: «Non è la prima volta che mi seguono quando vado al prendere le sigarette al monopolio. Devi continuamente guardarti le spalle. Come nel Far West. Nè più nè meno. A questo siamo arrivati pechè nessuno ci tutela? Bene. Io sono pronto». Criticano la proposta del Comune del controllo di vicinato, chiamare cioè le forze dell'ordine se si vedono movimenti sospetti nelle proprietà altrui. «Sì, gran bella idea – ride Oldani –. Quando hanno rubato da me c'erano almeno una decina di persone in zona. E nessuno ha mosso un dito».Anche Benito Cavalloni, capogruppo di opposizione, boccia il progetto proposto dal Comune. «Non mi sembra assolutamente si possa parlare di soluzione – sottolinea il consigliere –. E' semplice buon senso. Vedo un estraneo entrare nella casa del mio vicino, dovrebbe essere scontato avvertire i carabinieri. Ma non mi sembra si possa parlare di una proposta vera per sottrarre il paese dalla morsa della microcriminalità. Che, ultimamente, sta anche alzando il tiro». «L'amministrazione, in due anni, l'unica cosa che ha fatto è stata buttare soldi per pubblicare dispense sul controllo di vicinato – critica – mentre non pensa a proporre iniziative che siano più concrete. E' chiaro che il problema non si può risolvere facilmente e che le risorse per un piccolo Comune come il nostro sono limitate. Ma proprio per questo non bisogna fare cose assolutamente inutili. La nostra proposta? Mettere telecamere agli ingresso del paese, anzichè nel posteggio davanti al Comune. Avere una collaborazione più stretta con le forze dell'ordine, che non mi pare ci sia. E, infine, affidarsi anche ad un istituto di vigilanza. Forse non è la soluzione del problema, ma sarebbe un primo passo verso un intervento sicuramente più efficace».