Pirolisi e traffico, il no della Provincia

di Roberto Lodigiani wRETORBIDO Dopo lo stop alle centraline per il monitoraggio dell'aria, con il boicottaggio pacifico attuato dalle cittadinanze di Retorbido, Rivanazzano e Torrazza, Iet si trova sbarrata un'altra porta nel percorso che dovrebbe portare all'autorizzazione dell'impianto di pirolisi all'ex fornace Valdata. L'altolà, stavolta, arriva dal settore sviluppo e lavoro dell'Amministrazione provinciale che dice no alle compensazioni ambientali proposte da Italiana Energetica Tire, ritenendo il progetto incompatibile anche per l'impatto sul traffico locale. La nota di Piazza Italia, che risponde alla richiesta di incontro avanzata dalla società milanese, sottolinea che la viabilità della zona (basata sulla provinciale 1 Bressana-Salice) non è in grado di sostenere il transito dei mezzi pesanti causato dall'attività di trattamento dei pneumatici usati (in media cento tonnellate al giorno, sette giorni su sette, per un totale annuo di 32mila), nè a maggior ragione di mezzi per il trasporto di rifiuti speciali, del tutto estranei al contesto urbanistico, paesaggistico e ambientale dell'area; in modo analogo, viene giudicato inadeguato anche l'innesto dell'impianto sulla Sp1, sia dal punto di vista funzionale che della sicurezza stradale, mentre la stessa usura dell'asfalto per il passaggio continuo dei tir è un elemento da non trascurare. Insomma, per l'ente guidato da Daniele Bosone non si può neppure cominciare a discutere di compensazioni: la proposta Iet è semplicemente irricevibile, a prescindere dalle motivazioni contrarie già espresse a proposito dell'impatto visivo, della vicinanza con i luoghi abitati, della presenza di due corsi d'acqua soggetti a vincoli paesaggistici e facenti parte di zone di «preservazione e salvaguardia ambientale» (il corridoio ecologico lungo lo Staffora). Un nuovo scacco per i privati, accolto con comprensibile soddisfazione dal comitato anti-inceneritore che coglie l'occasione per ribadire come l'opposizione all'installazione delle centraline (rientrante in una delle 47 richieste di integrazione al progetto sollecitate dalla Regione) sia scaturita «dal basso» e non per iniziativa del sodalizio ambientale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA