L’Europa nello spazio cerca la vita su Marte
di Cesare Bonifazi wROMA «C'è vita su Marte?» si chiedeva David Bowie nel suo famoso pezzo del 1971. Dopo più di quarant'anni da quella canzone e dopo dodici dalla prima missione Mars Express, forse questa domanda non resterà senza risposta. Dalla base russa di Bajkonur, in Kazakhstan, è partito ieri alle 10.31 ora italiana il razzo Proton, alto 53 metri, che spedirà la prima sonda europea su Marte. La missione, denominata ExoMars, porterà l'Europa a caccia di vita nel pianeta rosso. Dopo otto mesi di viaggio attraverso il sistema solare, arriverà a dicembre e comincerà la sua vera missione. Proton sta portando in orbita la sonda Tgo (Trace Gas Orbiter), che resterà intorno a Marte per sette anni, e il lander Edm (Entry, Descent and Landing Demonstrator), il veicolo dedicato all'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, che dovrà dimostrare la capacità dell'Europa di posarsi sul suolo di Marte. La seconda parte è prevista nel 2018 e dovrà portare sulla superficie marziana un rover equipaggiato con un trapano che perforerà il suolo fino a due metri di profondità. L'orbiter resterà intorno al pianeta per diversi anni, il rover esplorerà la superficie per sette mesi, mentre il lander resterà su Marte per quattro sol (quattro anni marziani). I principali obiettivi scientifici riguardano lo studio della superficie, cercare eventuali tracce di vita e la distribuzione dell'acqua, identificare possibili pericoli in previsione di future missioni con equipaggio. ExoMars è una missione delle agenzie spaziali europea Esa e russa Roscosmos e vede sul podio anche il nostro Paese con l'Agenzia Spaziale Italiana e l'industria nazionale Thales Alenia Space ed il Gruppo Finmeccanica: un investimento tricolore da 350 milioni di euro. Dai laboratori italiani arrivano molti degli strumenti che verranno impiegati nel programma, come la sofisticatissima trivella che partirà nel 2018 per scavare con la sua punta di diamante il suolo marziano alla ricerca di acqua. «Finmeccanica è in prima linea in questa grande sfida con tutti i suoi tecnici», ha detto l'amministratore delegato e direttore generale Mauro Moretti. «Finmeccanica - ha concluso - è coinvolta dagli anni 60 nei più importanti programmi spaziali. Dopo il successo della missione Rosetta, che ha visto le tecnologie Finmeccanica atterrare su una cometa, siamo pronti per portare con ExoMars la nostra conoscenza sul pianeta rosso». Matteo Renzi non si è lasciato sfuggire l'occasione per congratularsi dell'avvenuto lancio e ha subito twittato: «È l'europa che ci piace, l'Italia di cui siamo orgogliosi». Un plauso anche dall'astronauta italiana più conosciuta al mondo "Astrosamantha" Cristoforetti che ha detto: «Il futuro passa da Marte». La missione quindi, al di là della ricerca scientifica, ha fatto di nuovo alzare il naso al cielo a una generazione di uomini che si domandano, ancora una volta, se siamo o no soli nell'universo. Già ci immaginiamo, come nelle più belle pagine di Aasimov, nuovi futuri possibili. E se mai un giorno andremo su Marte, perderemo il passaporto da terrestre e diventeremo definitivamente marziani? ©RIPRODUZIONE RISERVATA