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di Sandro Barberis wMORTARA La crisi continua a mordere in Lomellina. Non ci sono solo le crisi delle aziende più grandi ad incidere, ma faticano sempre più anche le microimprese. Numeri che raccontano una situazione difficile per l'economia locale: 172 concessioni di cassa integrazione in deroga (per le aziende con meno di 15 dipendenti) solo nei primi due mesi del 2016. Una crescita del 285% rispetto allo stesso periodo del 2013: allora erano state 47. Idraulici, parrucchieri, negozi alimentari, elettricisti, artigiani, venditori di ceramiche perfino marmisti e boutique d'abbigliamento: c'è di tutto tra le piccole aziende lomelline che hanno chiesto alla Regione questo ammortizzatore sociale. Lo stipendio si riduce del 20%, coprendo al massimo 91 giorni lavorativi nel corso dell'anno: «E dal prossimo anno saranno dolori perché non ci sarà più la cassa integrazione come la conosciamo ora, ci sarà solo un sussidio per 13 settimane dopo il quale si potranno avere altre 26 settimane di contratti di solidarietà - spiega Oreste Negrini della Cgil - Poi non ci saranno più ammortizzatori». Vigevano la città più "colpita" con 107 richieste, 24 a Gravellona, 5 a Robbio e Garlasco, 10 a Mortara, 3 a San Giorgio e Parona, 4 a Gambolò, 2 a Zeme ed una richiesta Tromello. Più della metà delle richieste di cassa integrazione in deroga in provincia di Pavia arrivano dalla Lomellina, che però rappresenta il 40% della popolazione provinciale. «La Lomellina è storicamente la terra delle piccole imprese artigiane - aggiunge Negrini della Cgil - Per questo è il territorio che soffre di più». Negozi sempre più vuoti, tanto da chiedere aiuti pubblici per tenere aperte le serrande: «I fattori sono due - spiega il presidente dell'Ascom di Vigevano Renato Scarano - Il primo affonda le radici nelle scelte degli ultimi vent'anni, perché l'apertura dei grandi centri commerciali ha affossato i piccoli negozi. Un secondo fattore decisivo è che Vigevano e Lomellina pagano una situazione di crisi economica ancora più grave rispetto al resto della Lombardia. Stanno aprendo alcuni negozi tramite un bando per il franchising, speriamo che ridia posti di lavoro nel commercio». «Gli artigiani non lavorano perché l'economia locale fatica a riprendersi – aggiunge Negrini della Cgil – Il comparto che potrebbe far ripartire tutto l'indotto e quindi anche i piccoli artigiani è quello edile. Speriamo che i soldi iniettati dalla Bce guidata da Mario Draghi portino qualche effetto sul territorio e sulle famiglie». Ma tutte queste richieste di cassa integrazione in deroga sono posti di lavoro che continueranno ad esistere? «La sfera di cristallo non ce l'ha nessuno – risponde Negrini – Però i segnali nei primi mesi del 2016 non sono buoni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA