Avviso-beffa sui ritardi i 5 minuti diventano 50
SANNAZZARO Ritardi annunciati e ritardi imprevisti: sono giorni neri per studenti e pendolari che viaggiano sui treni della linea Alessandria-Pavia, che tocca centri come Mede, Lomello, Sannazzaro e Zinasco. I ritardi annunciati sono quelli che Rfi ha anticipato con un volantino affisso nelle stazioni: «Sino a giovedì 31 marzo, per lavori programmati di manutenzione tra le stazioni di Pavia e Torreberetti, i treni regionali circolanti subiranno ritardi entro i 5 minuti». Invece ci sono stati ritardi di quasi un'ora. Alla stazione di Sannazzaro, dove quotidianamente sono oltre un centinaio gli utenti in viaggio verso Pavia e Milano, alcuni dicono: «Ieri mattina il treno delle 7.29 è arrivato in stazione con undici minuti di ritardo. Poi un'attesa in stazione di quasi un'ora per un guasto che sarebbe avvenuto al passaggio a livello di Pieve Albignola. Noi siamo tornati a casa per prendere l'auto». I pendolari esasperati aggiungono: «Chi è rimasto sul treno diretto a Pavia ha raccontato di essere ripartito solo alle 8.30 con un'ampia ora di ritardo e di essere arrivato a Pavia solo alle 9.15. C'è chi è arrivato a scuola a lezioni ampiamente iniziate, chi in ufficio ben più tardi del previsto e chi, persa la coincidenza per Milano, ha dovuto attendere i treni successivi diretti». In serata altri pesanti disagi. Il treno che arriva a Sannazzaro da Pavia alle 18.05 è rimasto bloccato alla stazione di Sannazzaro per circa 50 minuti. Stavolta è stato il passaggio a livello di Ferrera a fare le bizze. Ancora i pendolari locali: «Il convoglio pomeridiano che porta a casa tanti pendolari e studenti, bloccato per quasi un'ora in stazione. Un amico che viaggia solitamente con noi ha confermato di essere arrivato a Lomello con un ritardo di 50 minuti. Quasi un'ora per fare 9 chilometri». Un addetto della Rfi ammette: «So che stanno lavorando sulla linea, un'attività di manutenzione ordinaria che comporta qualche rallentamento accettabile. Se si aggiungono guasti inattesi e contingenti, non è certo un fatto prevedibile». Ma in stazione a Sannazzaro, anche ieri pomeriggio, molti passeggeri erano in fermento. E qualcuno ribatteva: «Questa è una linea obsoleta, tenuta in vita solo grazie al commercio di vagoni cisterna diretti alla raffineria. Le ferrovie non hanno mai investito su questa struttura, ancora oggi priva di elettrificazione. Ed i ripetuti guasti ai passaggi a livello, che peggiorano la già grave situazione, dimostrano che occorrono investimenti finalizzati, non solo pezze su pezze. Altrimenti, tra dieci anni, saremo ancora qui a subire ritardi e danni sul lavoro pur pagando in anticipo abbonamenti sempre più salati». Paolo Calvi