Dopo la Sharapova è Meldonium-gate
MOSCA (Russia) Monta il caso del "Meldonium-gate" in Russia, anche oltre la sorpresa mondiale per il caso Sharapova. Gli atleti trovati positivi al farmaco bandito dalla Wada continuano a fioccare - ieri è toccato a Ekaterina Konstantinova della nazionale russa di pattinaggio - e il Cremlino ha preso posizione definendo «inaccettabili e ingiustificabili» i «tentativi di politicizzare lo sport». Lo scandalo ha inoltre guadagnato tinte del tutto surreali dopo che il capo della federazione del pattinaggio Alexei Kravtsov ha accusato gli stessi atleti russi di aver somministrato «apposta» il Meldonium alle stelle del ghiaccio per «screditarli». «Dobbiamo identificare queste persone, che sono sportivi e membri delle squadre nazionali russe», ha proseguito Kravtsov. «Abbiamo dei dati sulla questione ma non possiamo renderli pubblici». Il capo del pattinaggio russo ha poi rivelato che i campioni 'B' dei prelievi di sangue di Semyon Yelistratov verranno aperti oggi in un laboratorio di Colonia e che i risultati «mostreranno come gli atleti non abbiano assunto il Meldonium intenzionalmente». Il motivo del gesto - «soldi o gelosia» - viene considerato «secondario» ma la linea che la federazione terrà nei confronti dell'associazione internazionale del pattinaggio è quella del dolo e l'obiettivo è di far «assolvere» gli atleti.