Il Cilavegna con Testa: «Ma quale razzismo!»

CILAVEGNA Si stringono intorno al compagno accusato di insulti razzisti, i giocatori dell'Olimpic Cilavegna, che domenica si sono presentati in campo con una t-shirt con la scritta «Io sto con il bomber». Tutti in difesa di Omar Testa, giocatore 33enne squalificato per 10 giornate perché accusato di aver proferito insulti razzisti. Anche uno striscione ribadisce l'estraneità della società. «Il razzismo ha molti volti, non il nostro», recita lo striscione. «Teniamo molto a sottolineare questa cosa, non solo perché sappiamo che il nostro tesserato è tutt'altro che un razzista, ma anche perché abbiamo tra i nostri giocatori alcuni stranieri e collaboriamo con l'associazione Pianzola Olivelli di Cilavegna che ospita bambini di altre nazionalità», spiega il presidente Marco Segantin, che si prepara a fare ricorso alla federazione: «La ricostruzione dei fatti non è stata veritiera e se non saremo soddisfatti dell'esito del ricorso valuteremo se procedere per vie legali». Anche sui social network in molti si sono schierati con Testa, creando un gruppo che conta quasi 500 persone. «Non accettiamo accuse di razzismo – spiegano i calciatori – se accusano uno di noi, accusano tutta la squadra. Siamo come una famiglia». «Siamo vicini alla società – dice l'assessore allo sport Valerio Battagin – speriamo che questa vicenda si concluda nel migliore dei modi». (ch. ca.)