Dipendenti schedati, tensioni in Asm-Isa

BORGO SAN SIRO Aveva in auto un assortimento di arnesi da scasso: i carabinieri hanno denunciato V.B.M., 32 anni, romeno residente a San Giuliano Milanese. Durante un servizio contro i furti ai danni di oleodotti, che si sono ripetuti nell'ultimo periodo, l'altra notte i militari hanno bloccato una Golf che arrivava da una strada secondaria in località cascina Beccaria. La successiva perquisizione dell'auto: due pale, un rastrello, una chiave a pappagallo, un martello, un trapano a batteria,tubi, valvole e raccordi vari. Tutta l'attrezzatura è stata sequestrata dai carabinieri. (a.m.)VIGEVANO Sindacati e Asm Isa ai ferri corti. Motivo del contendere una lettera in cui il presidente Paolo Iozzi incarica l'ufficio personale di richiedere a dipendenti e collaboratori una dichiarazione scritta di funzioni svolte, settore di competenza e responsabile di riferimento. Una missiva datata 26 febbraio, che ha suscitato subito le proteste dei sindacati: sotto accusa è una frase che indica nel 4 marzo il termine massimo per la consegna in busta chiusa dei questionari compilati. «Nella denegata ipotesi – si legge nel linguaggio burocratico della lettera – di omessa ottemperanza a tale disposizione la società si riserva di adottare le misure ritenute più opportune». Lo scorso primo marzo la Rsu dell'azienda che si occupa della raccolta rifiuti ha quindi scritto al presidente Iozzi e al nuovo direttore Giuseppe Luigi Minei chiedendo la revoca della raccolta delle informazioni. «Vorremmo evidenziare – scrive la rappresentanza sindacale unitaria – anche l'inopportunità di prevedere delle misure nei confronti dei dipendenti che non ottemperassero a tale richiesta». Ma dubbi sono sorti anche sull'utilità della raccolta di dati. «Informazioni che a nostro avviso sono deducibili in parte dall'inquadramento professionale di ogni dipendente – si legge sempre nella lettera della Rsu – Appare infatti singolare che un'azienda non sia in possesso di tali notizie». Il 3 marzo arriva la lettera del direttore generale in cui Minei intende sgomberare il campo da ogni equivoco e chiede a tutti i dipendenti di partecipare alla raccolta dati. La ragioni dell'iniziativa sono spiegate, dal punto di vista dell'azienda, anche dal presidente. «Come datore di lavoro – spiega Paolo Iozzi - ho bisogno di capire come siano stati formati i vari dipendenti. Per noi è il momento di fare ordine, visto che io sono arrivato qualche mese fa e si è appena insediato un nuovo direttore amministrativo. La raccolta dati non è quindi dovuta a una mancanza di fiducia ma solo a conoscere meglio l'azienda. Inoltre, io non ho minacciato nessuna azione disciplinare e quindi credo che i sindacati si stiano preoccupando inutilmente: si tratta solo di un metodo veloce e non dispendioso di conoscere al meglio la situazione di ogni dipendente». Rincarano la dose dalla rappresentanza sindacale unitaria: «Iozzi è presidente e datore di lavoro, ma non ha la delega al personale e quindi non poteva richiedere i dati». Oliviero Dellerba