Parte da Semiana la risaia del futuro

SEMIANA Le paratoie delle risaie saranno azionate da un computer. Parte dalla Lomellina, precisamente dal piccolo paese di Semiana, la gestione irrigua automatizzata della risicoltura. L'Università degli Studi di Milano applicherà la tecnologia più innovativa sui terreni della cascina Cerino allo scopo di risparmiare il massimo volume di acqua. L'avveniristica iniziativa rientra nel progetto Watpad finanziato da Fondazione Cariplo e gestito da due ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali: Arianna Facchi, coordinatore scientifico di Watpad, e Daniele Masseroni, che sta lavorando alla sperimentazione delle tecnologie. Nella stagione agraria alle porte, all'azienda Cerino di Paolo Carnevale Miacca sarà installato un prototipo di paratoia automatizzata all'ingresso di una camera di risaia campione, della superficie di circa cinque ettari (circa 75 pertiche milanesi). «Lo scopo – spiegano i ricercatori milanesi – è conseguire una gestione irrigua meno onerosa in termini di tempo, più controllata e riproducibile. Questo sistema, sostituito all'attuale bocchetta di regolazione, gestirà autonomamente l'irrigazione nella camera». Il sistema è basato su una paratoia automatizzata (bay drive) governata da un sensore di livello in campo, che monitorerà in continuo il livello idrico nella camera di risaia e invierà lo stimolo al sistema di controllo della paratoia che si aprirà o chiuderà in relazione alle necessità idriche del campo. A monte della paratoia sarà inserito un misuratore di portata doppler per il controllo continuo dei volumi di irrigazione. Fra l'altro, tutti i sensori che compongono il sistema automatizzato sono alimentati autonomamente da una serie di pannelli solari. Ciascuna componente, inoltre, è dotata di un trasmettitore ZiBee che invia i dati registrati a una stazione madre che a sua volta, tramite un collegamento Gsm, caricherà le informazioni su un apposito server. «Il risicoltore – spiega Facchi – in questo caso Carnevale Miacca, avrà libero accesso al server attraverso sia il computer di casa sia lo smartphone o il tablet, in modo da visualizzare in tempo reale la situazione dei propri campi, eventualmente modificando le impostazioni di ciascun appezzamento in funzione di sopravvenute esigenze». Il progetto dell'Università di Milano e della Cariplo ricopre una grande valenza, facilmente comprensibile dai risicoltori e anche da chi abita fra le risaie. La gestione dell'acqua richiede un'elevata manodopera, in quanto è basata sul mantenimento di una prefissata altezza irrigua nelle camere di risaia (di solito tra i 5 e i 10 centimetri). La regolazione delle portate in ingresso e in uscita alle camere è condotta manualmente dall'agricoltore utilizzando piccole paratoie montate su bocchette di calcestruzzo. «Sebbene non ci siano misurazioni accurate relative al tempo destinato dai risicoltori alla gestione irrigua dei propri appezzamenti – chiarisce Facchi – si stima che circa il 40% della giornata lavorativa, durante la stagione irrigua, sia dedicata al controllo e alla regolazione delle bocchette per mantenere i corretti livelli d'acqua all'interno delle camere di risaia». Umberto De Agostino