Embargo della Russia, aziende in crisi
di Sandro Barberis wVIGEVANO Il crollo delle esportazioni verso la Russia piega il polo meccanocalzaturiero di Vigevano e Lomellina. Solo nei primi due mesi del 2016 sono già nove le aziende artigiane della calzatura che hanno chiesto l'accesso alla cassa integrazione ordinaria in deroga: coinvolti 42 dipendenti. Nessuna di queste aziende userà questo strumento in maniera completa, ovvero lasciando a "zero ore di lavoro" i propri dipendenti, ma la situazione preoccupa i sindacati. Anche perché dall'anno prossimo cambieranno le regole sugli ammortizzatori sociali. In buona sostanza le aziende potranno avere solo un pacchetto di 13 settimane di cassa, che poi non sarà rinnovabile. Ora i pacchetti sono di 91 giorni con possibilità di rinnovo: «Quindi il timore è quello che tante piccole aziende siano costrette a licenziare dopo la fine degli ammortizzatori sociali», spiega il sindacalista della Cgil Oreste Negrini. Preoccupa il futuro, ma anche il presente: «Le aziende lomelline di Vigevano, Mortara, Garlasco, Gravellona e Cilavegna producono manifatture d'eccellenza che vengono vendute ad alcune delle più grandi griffe - aggiunge Negrini -. Ovviamente l'export verso l'estero, dove i prodotti della moda italiana sono molto richiesti, incide molto nel fatturato e nella mole di commesse. Ed il mercato russo è uno di quelli dove più venivano vendute le scarpe lomelline». Un embargo verso la Russia, attivo da oltre due anni come risposta contro l'occupazione in Crimea, che incide quindi negativamente nei conti e nelle commesse aziendale del polo meccanocalzaturiero : «Parliamo di aziende spesso piccole, anche con soli 4-5 dipendenti, vere e proprie eccellenze artigianali che hanno poco lavoro - spiega la responsabile sindacale della Confartigianato Vigevano Sabrina Primerano -. Dall'inizio del 2016 molte di queste piccole attività ci hanno sottolineato come il problema sia legato alla mancanza di commesse dalla Russia. In parte influisce anche il cambio di stagione in corso che rallenta la produzione».«Putin ad Expo 2015 ha parlato di miliardi e milardi di euro che vengono a mancare nell'economia in Italia per via dell'embargo verso la Russia - aggiunge Negrini della Cgil - La situazione che va affrontata, perché le nostre piccole aziende stanno pagando un conto davvero pesante per via di queste sanzioni contro la Russia. Al contrario abbiamo aziende piccole che realizzano vestiti e confezioni che hanno presentato piani di lavoro extra per i loro dipendenti dato che hanno grandi richieste da altri paesi esteri. Una ragione in più per intervenire».