Il semaforo è infallibile 2100 multe, un errore
STRADELLA Il semaforo "Vista Red" della Badia non perdona. Dei 2100 verbali emessi finora, infatti, solo uno è stato annullato, a seguito di ricorso. Alta anche la percentuale di pagamenti, visto che sono circa 1600 quelli già pagati, mentre gli altri 500 sono ancora in corso di notifica. I dati sono stati illustrati in consiglio comunale, in risposta ad un'interpellanza del capogruppo di "Prima Stradella", Ettore Brandolini. Dal 30 ottobre dello scorso anno al 20 febbraio sono stati emessi 2100 verbali: di questi ne sono stati pagati 1422 a meno di cinque giorni dalla notifica, con una riduzione della sanzione (114,10 euro), mentre 197 sono stati pagati senza sconto (163 euro). Finora, quindi, sono stati incassati 194 mila euro. Gli ultimi 500 verbali sono in corso di notifica, visto che il controllo dei filmati, da parte della ditta installatrice, non avviene immediatamente, ma ogni venti giorni e le notifiche scattano subito dopo. Nonostante le polemiche scaturite subito dopo l'installazione del dispositivo, lungo via Nazionale all'incrocio con via Sauro, sembra da questi numeri che tutti, una volta visto il filmato, abbiano ammesso il proprio errore e di conseguenza pagato il dovuto. I ricorsi attualmente sono, infatti, solamente quindici, dodici al giudice di pace e tre alla prefettura: di questi, sette sono stati respinti, uno è stato rinviato a giudizio e uno solo è stato accolto. Altri sette sono in attesa di giudizio. La media di sanzioni al giorno si attesta a quota 20, mentre nelle prime settimane dopo l'installazione la telecamera era arrivata rilevare più di 55 infrazioni giornaliere. Un trend che dovrebbe mantenersi per tutto l'anno, visto che il Comune, nel bilancio di previsione, ha previsto 650 mila euro di incassi dalle sanzioni amministrative, di cui 450 mila per il controllo targhe, revisioni e assicurazioni, e 200 mila dalle multe. Quella del semaforo della Badia sembra essere diventata una vera e propria psicosi, con automobilisti che iniziano a frenare ancora quando il semaforo è verde, per paura che scatti il giallo e subito dopo il rosso. In questi mesi si sono verificati anche alcuni tamponamenti a causa di guidatori che inchiodavano improvvisamente per evitare la multa. Le associazioni dei consumatori avevano proposto di prolungare la durata del giallo di qualche secondo, per permettere ai veicoli di gestire meglio il passaggio nell'incrocio, ma il Comune ha deciso di mantenere un intervallo di quattro secondi, già superiore al minimo previsto dalla legge. Intanto, voci sempre più insistenti parlano dell'installazione, a breve, di un nuovo dispositivo in un altro incrocio semaforico, probabilmente quello molto pericoloso della stazione, tra le vie Nazionale, Mazzini e Po. Oliviero Maggi