Ex fidanzato accusato di stalking
VOGHERA Mamma e papà non avevano mai visto di buon occhio quella storia tra ragazzi. E Francesca (un nome di fantasia, per tutelare la ragazza, parte offesa nel processo che si sta celebrando in Tribunale a Pavia), non immaginava che Nicola potesse trasformarsi da innamorato a persecutore. Questa almeno l'accusa, che dovrà essere provata durante il dibattimento che comincerà a marzo, formulata dalla Procura di Pavia. Nicola è maggiorenne, un paio d'anni più di Francesca che all'epoca dei fatti ne aveva sedici. La storia, vissuta di nascosto dalla famiglia di lei che non approva, sembra quella di una normale coppia di ragazzi. Ma a un certo punto prende una brutta piega. Nicola esercita sulla fidanzatina un controllo psicologico forte, la condiziona nella scelta dei vestiti, su come e a chi rispondere al telefono, sulla scelta delle amicizie, sulle uscite da sola. Il controllo, gli contesta la Procura, è così serrato che - per non contrariarlo - Francesca in estate va in piscina ma rimane vestita. Poi si passa a qualche sberla, ai pedinamenti, e alla minaccia con una pistola. Un'arma giocattolo, hanno accertato i carabinieri, ma Francesca non può saperlo e quel gesto la terrorizza e la induce a raccontare tutto. Il processo, che si celebra davanti al giudice del Tribunale di Pavia Daniela Garlaschelli, comincerà il 21 marzo. Il giovane, oggi 24enne, difeso dall'avvocato Manuela Albini, deve rispondere dell'accusa di stalking. Francesca e i suoi genitori si sono invece costituiti parte civile con l'avvocato Francesca Vaccina. (m.g.p.)