La casa è in cantina «Chiedo un aiuto»
PAVIA L'appartamento negli alloggi popolari, in piazzale Crosione, ha una sola stanza. Uno spazio già ridotto per il fratello, la moglie e una bambina. Così Mohamed Hallaoui, un cittadino di origine marocchina di 40 anni, da tre anni vive in cantina. Qui, nei sotterranei dello stabile, tra umidità e topi, il ragazzo arrivato diciassette anni fa a Pavia con la speranza di un futuro migliore, ha messo un letto per dormire e stendibiancheria per far asciugare i panni. «Per lavarmi mi faccio dare un secchio di acqua calda dagli altri condomini, che mi aiutano come possono – racconta –. Ma non ce la faccio più, sono arrivato al limite». Il 40enne, arrivato a Pavia nel 1999, per sei anni ha lavorato in un'azienda metalmeccanica di Sommo. Poi è arrivata la crisi e tre anni fa ha perso il lavoro. «Da quel momento non ho trovato più nulla – aggiunge –. Solo qualche lavoretto da metà giornata. Quando sembra aprirsi una speranza penso al fatto che non ho nemmeno la doccia per lavarmi». L'uomo chiede aiuto: «Mi basterebbe avere un appoggio, una piccola stanza con un letto e un bagno, giusto per tirare il fiato e per cercare un lavoro meno saltuario. Mi sono sempre dato da fare, non ho mai avuto problemi con la giustizia e ora voglio poter ripartire». Mohamed chiede condizioni di vita dignitose. «Ho chiesto aiuto agli uffici del Comune, ma non sono riuscito a ottenere nulla – spiega –. Non ho i requisiti per le case popolari, perché ho la residenza con mio fratello, che ha già ottenuto un alloggio. Solo che in quella casa non posso stare, perché non riusciamo a vivere tutti insieme, non ci sono gli spazi». L'uomo ha sistemato la cantina come meglio ha potuto, «ma di notte ci sono i topi che saltano sulle coperte – lamenta –. Ovviamente l'umidità mi sta costando parecchi problemi di salute, soprattutto alla schiena. D'inverno c'è freddo e d'estate invece non si respira per il troppo caldo. Riesco a lavarmi un po' i vestiti, ma non riesco a fare la doccia e questo è un problema. Non posso continuare a lavarmi con i secchi d'acqua che mi forniscono alcune donne del palazzo. Chiedo di essere aiutato». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA