Senza Titolo
di MARCO PIANTINI Gli irlandesi votano di venerdì e se la prendono comoda nel contare voti durante il sacro fine settimana. Gente simpatica, dal loro punto di vista hanno meglio da fare che correre a scoprire i dati ufficiali, che infatti sono ancora in divenire. Ma alcune tendenze sembrano chiare. I due grandi partiti - il Fine Gael, centro conservatore, e il Fianna Fail, repubblicano liberale - per la prima volta insieme sono sotto il 50% e hanno solo circa 4 punti di distanza l'uno dall'altro. I partiti medio piccoli sono, tutti insieme, quasi al 30. Soprattutto nella capitale Dublino, quindi anche tra ceti "emergenti" urbani, sono andati bene alcuni "nuovi" partiti come i Verdi. C'è dunque un effetto di frammentazione. E' difficile fare previsioni. Non sono affatto escluse nuove elezioni. È possibile uno scenario di "grande coalizione" che sarebbe una novità storica. i due grandi partiti di centro/ centrodestra nascono da divisioni dolorose nel tempo della lotta per l'indipendenza dal Regno Unito e delle sanguinose contrapposizioni tra gli stessi movimenti politici repubblicani irlandesi. Su questo Dublino ricorda Madrid, dove una cultura politica "guerracivilista" non è mai tramontata del tutto. Il Labour resta un attore minoritario, i Nazionalisti del Sinn Fein possono sperare di essere l'ago della bilancia. Anche questa sarebbe una evoluzione importante. L'Irlanda era economicamente in ginocchio dopo la crisi finanziaria globale del 2008. È' stata salvata da UE e FMI. In Irlanda l'austerità forse ha funzionato economicamente (l'economia ha ripreso, l'occupazione si è rianimata, la troika se n'è andata e questo non è poco per il paese). Ma non ha funzionato politicamente. Tagli alla spesa e blocco dei salari si pagano. La coalizione uscente tra Fine Gael e Labour e' l'ennesimo governo che esce colpito dalle elezioni in queste anni. Dublino chiama Madrid, dove per la prima volta non si riesce a formare un governo stabile, ma anche Bruxelles. L'economia riparte, ma non riparte l'identificazione dei cittadini con politiche e istituzioni perché i sistemi politici sviluppati nei dopoguerra si sono fragilizzati. Cresce la domanda di nuova politica, che a sua volta può crescere solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo, più inclusivo, più equo e sostenibile. La tigre celtica e' scappata nella giungla. È un segnale per la politica europea.