Maschilisti e misogeni “Stai zitta e va in cucina”

PAVIA Se è emancipata diventa subito di «facili costumi», se è bella «è per questo che fa carriera», se è brillante non può che essere «abilmente manovrata»: se le sono sentite dire un po' di tutti i colori le donne italiane, vittime da sempre di un maschilismo radicato in ogni settore della vita pubblica, anche in politica. A raccontarlo in un libro dall'emblematico titolo "Stai zitta e va in cucina" (Bollati Boringhieri editore, 110 pagine, 10 euro) è il giornalista di Sky Tg 24 Fabrizio Maria Battaglia, che domani pomeriggio (alle 18) presenterà il suo lavoro al pubblico della libreria "Il Delfino" di Pavia. Con lui ad affrontare un tema sempre attuale, due donne pavesi che di politica se ne intendono: l'ex deputata (nonchè presidente dell'assemblea provinciale del Partito Democratico) Romana Bianchi e la professoressa Cristina Barbieri (ricercatrice in Scienza della politica e docente di "Sistema politico italiano" e "Teoria delle istituzioni politiche" all'Università di Pavia). «"Stai zitta e va in cucina"- ha spiegato l'autore, che oltre a scrivere sulle pagine culturali di «Panorama», «Il Foglio» e «Il Giornale», ha pubblicato anche "Lei non sa chi ero io! La nascita della Casta in Italia" e "A sua insaputa. Autobiografia non autorizzata della Seconda Repubblica" - è la storia degli insulti, delle discriminazioni e dei pregiudizi politici nei confronti delle donne. Un partito, quello dei misogini, che non distingue la destra dalla sinistra e arruola quasi tutti: dai padri costituenti a Beppe Grillo, dal Pci a Silvio Berlusconi, dalla Dc ai partiti laici, dai piccoli movimenti fino alle grandi coalizioni. Premier, ministri, segretari di partito e giù giù fino all'ultimo portaborse si sono dimostrati nell'era repubblicana singolarmente uniti su questo fronte, unanimi nel combattere la crociata sessista più che in qualunque altra battaglia politica». Durante l'incontro, lo scrittore illustrerà come il maschilismo tipico dell'uomo italiano si sia manifestato fin dalla stesura della Costituzione, ostacolando tra insulti e ottusità il lavoro parlamentare: dalla battaglia sul divorzio alle norme contro la violenza sessuale, dall'accesso alla magistratura fino al dibattito sulle quote rosa. (s. sim.)