Il giudice blocca le multe a strascico
MORTARA Lo scout speed dinamico dei vigili urbani di Mortara non può fare multe per eccesso di velocità con foto frontali del guidatore perché quei fotogrammi violano la privacy. Lo ha stabilito il giudice di pace di Pavia, a cui si è rivolto un robbiese di 40 anni multato a Mortara. Lo scout speed è lo strumento utilizzato dal 2014 dai vigili urbani, che lo hanno posizionato a bordo delle auto di pattuglia per rilevare le infrazioni. La multa risale al luglio 2014, sulla tangenziale di Mortara. Secondo la polizia locale però tutte le altre multe per eccesso di velocità rilevate con lo "scout" sono valide. Si tratta di 1300 sanzioni solo nel 2015, che hanno fruttato circa 150mila euro su oltre un milione di euro di multe totali. Nel caso del 40enne robbiese che ha vinto il ricorso, la velocità rilevata dai vigili era stata di 90 chilometri orari in un tratto con limite a 70 all'ora: un eccesso di velocità ammesso anche dal ricorrente. Ma per farsi annullare la multa, l'automobilista ha sollevato il problema della privacy violata. La polizia locale e la giunta dicono che faranno ricorso in appello contro la sentenza. Il nodo della questione è legato ad una direttiva del ministero dell'Interno datata 2009 firmato dall'allora ministro Roberto Maroni. Una direttiva interpretata dal giudice in senso garantista per il guidatore, ma vigili ed amministrazione di Mortara la pensano diversamente. E sostengono che ci sono già altre sentenze analoghe che avvalorano la loro tesi, opposta a quella del tribunale. Il giudice di pace ha dato ragione al robbiese che ha fatto ricorso perché "la direttiva del ministero vieta le foto frontali a mezzi che provengono in senso contrario al mezzo dei vigili, queste foto possono essere utilizzabili solo se si fa la contestazione immediata, altrimenti violano la privacy». In pratica sarebbe venuto meno il diritto di riservatezza garantito al guidatore e ai passeggeri. I vigili di Mortara respingono questi tesi, basandosi sempre sul decreto del 2009: «La direttiva dice che non si possono fare riprese frontali che permettano di memorizzare i volti delle persone a bordo – spiega il comandante Davide Curti – È il caso quindi di apparecchi automatici fissi che rilevano la velocità senza ausilio degli agenti. Lo scout speed invece rileva immediatamente la velocità, dato che è usato dagli agenti a bordo dell'auto, che notificano poi la multa. Tutti gli altri ricorsi del genere sono stati respinti, faremo appello a questo provvedimento». «Sono rilevazioni su strada pubblica eseguite alla presenza degli operatori di polizia locale, altre sentenze ci danno ragione – aggiunge l'assessore alla polizia locale Elio Pecchenino – non capiamo questa sentenza». E le altre multe elevate dallo scout speed sono valide? «Sì – risponde Curti – lo strumento è regolare ed utilizzato anche in altre città». Sandro B arberis