Distrussero i nidi di cicogna, a processo
PAVIA Lungo i fiumi, nelle zone umide dove caccia rane, pesci e piccoli animali: qui vive la cicogna che, da anni, è tornata a nidificare in provincia di Pavia. La cicogna, nelle tradizioni e nel folklore di moltissimi paesi, è un animale che porta buon auspicio. In particolare, in Italia, come in moltissimi paesi del mondo, viene associata alla nascita di un neonato. L'origine della frase "i bambini sono portati dalla cicogna" è incerta, anche se fin dai tempi antichi il ritorno della cicogna era associato alla primavera e dunque all'idea di rinascita. Un'altra teoria spiega l'associazione tra la cicogna e le nascite col fatto che questi uccelli scelgono spesso per nidificare i comignoli dei camini accesi, per stare più al caldo: poiché quando nasceva un bambino i camini venivano accesi per riscaldare la casa, era comune che questi uccelli si trovassero sui camini di case dove era appena nato un bambino.di Maria Fiore wPAVIA A Cascina Venara, nel territorio di Zerbolò, le cicogne bianche nidificano allo stato selvatico, in un'area dedicata. Alzando lo sguardo sui pioppi si intravedono, tra le foglie, le loro "case", mucchietti di paglia e rametti. Alcuni nidi, a novembre del 2011, furono trovati per terra dai responsabili delle associazioni ambientaliste che si occupano di proteggere la specie. Una brutta sorpresa. I nidi erano caduti, secondo l'accusa, in seguito ad alcuni lavori di sistemazione della Cascina, commissionati dal Comune di Zerbolò ed eseguiti da diverse ditte. Un'impresa aveva avuto l'incarico di tagliare una ventina di pioppi: alberi che prima dell'intervento ospitavano le casette degli uccelli dalle piume bianche. Che, secondo l'accusa, sarebbero quindi stati "sfrattati". In cinque, titolari delle imprese che si erano occupati dei lavori, sono finiti a giudizio. Ieri mattina si è svolta una delle udienze del processo a carico di Renato Fiocchi, 68 anni, Cristian Armellini, di 32 anni, Davide Colloca, di 45 anni, Alessandro Giorgi, 37 anni, e Giuseppe Setta, di 65 anni. Devono rispondere, a vario titolo, di violazioni di tipo ambientale, tra cui il deterioramento di habitat all'interno di un sito protetto e l'esecuzione, fuori dalle autorizzazioni previste, di lavori su beni paesaggistici sottoposti a tutela. Tutto comincia quando il Comune commissiona alcuni lavori all'interno dell'area, per sistemare la Cascina. Tra gli interventi c'è il taglio di una ventina di pioppi, ma altre piante sarebbero state abbattute in un'altra zona della Cascina per fare spazio ad alcuni lavori edili. Alcuni giorni dopo gli interventi alcune associazioni si rendono conto che ci sono dei nidi per terra, proprio sotto i pioppi abbattuti. Ne vengono contati almeno tre. Sono senza dubbio nidi di cicogna bianca, specie protetta all'interno dell'area. La segnalazione fa partire l'indagine, da cui è scaturito il processo e le accuse alle imprese che hanno operato all'interno della Cascina. Accuse che gli avvocati difensori (i legali Maria Erminia Raineri, Riccardo Ricotti, Emanuela Grillo e Alessandro Cignoli) si dicono pronti a smontare nel processo. A dare man forte alla difesa sono state, ieri mattina, alcune testimonianze, tra cui quella della responsabile dell'associazione "A passo d'ali", che ha ridimensionato i fatti: «I nidi non erano occupati. Che non ci sia stato alcun danno lo dimostrano i numeri della presenza della cicogna a Cascina Venara: le colonie sono aumentate da 11 a 15 famiglie». A dicembre parleranno gli imputati.