Pestato per una sigaretta negata
PAVIA «Mi hanno circondato in tre, uno mi ha chiesto una sigaretta e quando gli ho detto che non ne avevo mi ha colpito alla testa». La denuncia arriva da uno studente di 20 anni che abita a Pavia. É stato aggredito vicino al ponte Coperto nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre tornava a casa dopo avere trascorso la serata in un locale. Il ragazzo, rimasto ferito alla testa, è stato soccorso dall'ambulanza, medicato e dimesso. L'allarme è partito da viale Partigiani: qui sono intervenuti anche gli agenti della squadra volante, che hanno raccolto il suo racconto e un identikit dei presunti aggressori. Il giovane, però, deve ancora fare denuncia. Gli agenti, comunque, si sono attivati per le verifiche del caso, anche esaminando le telecamere della zona, nel tentativo di ricostruire la dinamica dell'accaduto e riuscire a dare un volto ai responsabili. Il giovane ha chiamato la polizia solo dopo le quattro del mattino, ma l'aggressione è avvenuta verso l'una di notte. Il ragazzo aveva trascorso la serata con amici in un locale del centro. All'altezza del ponte Coperto, secondo il suo racconto, è stato avvicinato da un gruppo di ragazzi. Erano in tre. Uno di loro gli ha chiesto una sigaretta. La vittima non ne aveva, ma non pensava che il suo rifiuto avrebbe scatenato quella reazione. Il giovane che gli aveva chiesto la sigaretta lo ha colpito con un pugno al volto. Poi si è dileguato insieme agli altri del gruppo. La vittima si è rialzata, ma ci ha messo del tempo per riprendersi dallo shock. Nella concitazione dell'episodio non ha fatto in tempo ad annotare dettagli utili alle indagini della polizia. Ha spiegato di avere dato l'allarme in ritardo perché, dopo l'episodio, si è incamminato verso la sede della Croce rossa in viale Partigiani, per farsi medicare. Solo da qui ha chiamato la polizia. Agli agenti ha fornito una descrizione, seppure parziale, dell'aggressore e dei ragazzi che erano insieme a lui. Agli agenti ha anche spiegato che la richiesta della sigaretta gli è stata rivolta da uno del gruppo, che si è espresso con un accento straniero. Ha anche aggiunto che non gli è stato sottratto nulla e che quindi anche la reazione dell'aggressore è stata gratuita e senza una spiegazione. Lo studente ha infatti negato di averli visti prima o di avere avuto una discussione con loro nel locale in cui aveva trascorso la serata. Le indagini, comunque, sono ancora in corso e anche il racconto del giovane dovrà essere verificato (in particolare per la circostanza di avere dato l'allarme con un certo ritardo). Potranno rivelarsi utili le telecamere installate all'altezza del ponte Coperto, che potrebbero avere ripreso la scena o comunque il passaggio di un gruppo di giovani che potrebbe corrispondere alla descrizione fornita dalla vittima. (m. fio.)