Gandolfini: «Offesi in maniera arrogante»

«Ce ne ricorderemo, e ci ricorderemo del premier in particolare». È chiaro il messaggio che Massimo Gandolfini, portavoce del movimento che ha animato i Family Day, lancia a Palazzo Chigi guardando già al referendum sulle riforme, come risposta al varo al Senato della legge sulle unioni civili. «Ce ne ricorderemo, visto che non noi ma lui ha legato il suo futuro politico al referendum sulle riforme, e quella - sottolinea in una improvvisata conferenza stampa proprio davanti al Senato - è una bella data in cui ci ricorderemo chi ci ha offeso in maniera arrogante e proterva», aggiunge. Gandolfini difende il popolo del Circo Massimo, quello dell'ultimo Family Day, per dire che «è chiaro che questo popolo, che sta trasformando la sua delusione ed amarezza in vera e propria rabbia, di sicuro prenderà i provvedimenti necessari per presentare il conto a chi di questo popolo si è totalmente fatto beffa: ci saranno di sicuro i circoli per il no», attacca. Poi l'appello a Mattarella. «La democrazia viene palesemente violata, con questa fiducia su un maxiemendamento che nessuno ha visto». «Questa è dittatura», denuncia l'animatore del Family Day.