Blues e grandi classici dalla chitarra di Cifarelli
PAVIA «La parola "jazz" non vuol dire niente. Non è un caso che, anni fa, lo definii in modo provocatorio come una flatulenza, perché piace solo a chi la fa. È, insomma, una forma espressiva fatta per gli snob e gli alternativi di sinistra, ma l'unico genere musicale colto che può competere con la musica classica e la lirica». Gigi Cifarelli si esibirà stasera, dalle 20 alle 22, al locale Insomnia Lounge di Pavia (vicolo San Sebastiano 3/5) e, a quanto pare, non suonerà jazz. Originario di Gropello Cairoli, è uno dei chitarristi italiani più autorevoli a livello internazionale nel campo jazzistico; molto apprezzato anche come cantante, ha lavorato al fianco di artisti del calibro di Sam Rivers, Mark Murphy, Mina e Renato Zero. Ad accompagnarlo saranno Enrico Santangelo alla batteria, Tonino De Sensi al basso e Tony Casuscelli alle tastiere. «Interpreterò sia mie composizioni sia grandi classici di ogni ambito musicale – anticipa – essenziale saranno gli elementi di matrice blues, che io amo molto, come Ray Charles. Tutto, però, dipenderà dalla sensazione che avrò sul palco e dal pubblico che mi troverò di fronte». Verranno inserite persino le grandi pietre miliari del pop internazionale e della tradizione italiana, all'interno della quale il chitarrista-cantante ha un debole per la canzone napoletana. L'unico filo conduttore dello spettacolo, rivela, sarà la relazione del momento tra se stesso, i suoi musicisti e lo spettatore, che andrà a creare la tanto amata dai jazzisti "improvvisazione". Le serate nei pub come quelle nei Jazz Club di Cifarelli, infatti, sono sempre imprevedibili perché nascono e si evolvono in base alla sinergia che si crea in ogni contesto diverso. Tuttavia, è da tanti anni che l'artista non si presenta più sui palchi di Pavia. Perché? «Ho sempre avuto un rapporto bellissimo con la mia città natale – risponde – suonavo spesso nei locali in centro e provincia, mi ricordo che tantissimi venivano a vedermi. Purtroppo, adesso credo che non ci siano gli spazi e l'apertura mentale adeguata per delle performance di un certo livello. A Pavia, ma in Italia in generale, manca un'educazione seria alla musica. La gente non sa cosa vuole ascoltare e dove deve ascoltarlo. Voglio però che stasera sia un'occasione per me per tentare di insegnarglielo». L'entrata è libera. (g. cur.)